di Marta Rosati
Il sorriso, la serenità e il caffè per tutti. Se ne va così Attilio Tesser, salutando i giornalisti ma parlando alla città intera. Che sia un vero e proprio addio non si può dire perché di fatto, ancora oggi, nonostante la cena di fine campionato al Cet, con società e squadra al completo, il contatto tra i vertici rossoverdi e il mister per parlare di futuro non c’è stato. Ma se da via Aleardi arrivasse una chiamata?: «L’anno scorso a quest’ora – dice il mister – avevo già da un mese la parola di un rinnovo, quest’anno non è ancora successo quindi credo sia davvero remota tale ipotesi; probabilmente si è chiuso un capitolo con la società, sta nelle cose, ad ogni modo io ascolto tutti e intanto ringrazio il presidente per avermi dato l’opportunità di indossare questa maglia».
Tesser L’appuntamento con la stampa è alle 15.30 di mercoledì all’hotel Garden e nell’affetto di un saluto al termine di una stagione e mezza, c’è spazio anche per quelle domande che nel rispetto delle persone, dei ruoli e del gioco delle parti, sono rimaste ‘sul gozzo’ nel corso del campionato. È Ivano Mari di Tele Galileo a chiedere al mister se si sia mai sentito solo: «Rispondo di no, nella consapevolezza di dire una bugia – rivela Tesser – e mi spiego meglio: non sono mai stato solo perché con me c’erano la squadra e lo staff, i vertici societari hanno legittimamente e sottolineo legittimamente scelto spesso di rimanere in disparte».
Un ternano «Tesser uno di noi», la frase ricorre tra i ringraziamenti ricevuti dal mister e quando accade, oltre alla salvezza rossoverde, difficile e non scontata, si fa quasi sempre riferimento a due episodi in particolare: la partecipazione dell’allenatore della Ternana alla lotta dei lavoratori Ast e quella al doloroso addio al giovane Davi Raggi. ‘Paese che vai usanza che trovi’ e Tesser dalla città dell’acciaio si è lasciato plasmare cercando di trasmettere anche ai suoi calciatori l’importanza di sentirsi parte della comunità, perché solo così avrebbero potuto dare il meglio onorando la maglia.
Derby Quando parla del suo senso di appartenenza alla Conca e della sua ‘ternanità acquisita’, Tesser richiama tutti attorno a sé annunciando con ironia, e in grande stile, un’importante dichiarazione, guarda tutti negli occhi e quando sente silenzio assoluto, ammettendo di avere dei forti brividi, dice: «Abbiamo giocato due derby e non ne abbiamo perso neanche uno – della serie ‘scusate se è poco’ – e quando è iniziato il campionato lo scorso 13 luglio mi è stato raccomandato di non commettere passi falsi contro il Perugia. Non abbiamo vinto – deve ammettere l’ex Novara – avrei dato chissà che cosa per vincere i derby, ma almeno non siamo stati sconfitti»
Fere Che ne sarà della Ternana futura, chi la guiderà, come sarà composta, quanti giocatori ci saranno ai tempi del ritiro e quali saranno gli obiettivi difficile a dirsi ancora. Piuttosto, chissà che non cambieranno anche i vertici societari, indiscrezione che aleggia come tale e non trova riscontri. Intanto, in punta di piedi come è arrivato, con garbo e lasciando ‘un buon profumo’ dietro di sé Attilio Tesser, oggi stesso, lascia la Conca e l’altra certezza è: nella prossima stagione sarà ancora derby umbro.
