di Chiara Fabrizi
Una famiglia di tre persone che vive in 100 metri quadrati spenderà il 5,8 per cento per la tassa rifiuti (Tari), mentre gli aumenti arrivano al 13,7 per cento per i ‘titolari di negozi di abbigliamento, calzature, librerie, cartolibrerie e ferramenta’. Arrivano le ‘bollette’ Tari del Comune di Spoleto per e cittadini e operatori economici fanno i conti coi rincari contenuti nelle tariffe approvate a maggioranza il 20 aprile scorso dal consiglio comunale per far fronte a un piano economico e finanziario per il servizio di raccolta rifiuti coperto dal gestore Valle Umbra Servizi che quest’anno cuba 7.987.295 euro mentre lo scorso anno si era fermato a 7.377.951 euro, con un incremento dell’8,2 per cento.
Aumenti per famiglie In questo quadro, in base alle simulazioni elaborate per le utenze domestiche, coi prospetti che definiscono le tariffe rifiuti di parte fissa e variabile, una persona che vive da sola in un appartamento di 50 mq pagherà il 3,9 per cento in più, mentre due persone che vivono in 80 mq sborseranno il 4,7 per cento in più. Per i nuclei familiari di tre persone che vivono in un’abitazione di 100 mq, invece, il costo del servizio aumenterà del 5,8 per cento, mentre per quattro persone che risiedono sempre in 100 mq l’incremento è del 5,4 per cento e, infine, nel caso di una famiglia di cinque componenti che abitano sempre in 100 mq l’incremento sarà del 4,2 per cento.
Rincari per imprese Coi rincari stanno facendo i conti in queste ore anche gli operatori economici. In base alle simulazioni definiti in base alle tariffe di parte fissa e variabile approvata dal consiglio comunale, infatti, in capo ai “titolari di negozi di abbigliamento, calzature, librerie, cartolibrerie e ferramenta” ricadrà un aumento del 13,7 per cento, mentre chi gestisce “bar, pasticcerie e caffè” pagherà il 9,5 per cento in più. Un rincaro, questo, del tutto analogo a quello somministrato alla categoria “banche e studi professionali”, mentre gira intorno al 9,3 per cento l’aumento previsto per gli albergatori che al proprio interno hanno anche un’attività di ristorazione e al 9,1 per cento per ristoratori e titolari di trattorie e pizzerie. Ritocco all’insù del 7,9 per cento anche per chi è titolare di “esposizioni e autosaloni”, mentre è del 6,6 per cento per chi è proprietario delle attività industriali con capannoni deputati alla produzione.
Come è stato ripartito il costo L’amministrazione guidata dal sindaco Andrea Sisti, come accaduto lo scorso anno, ha stabilito di ripartire i costi fissi sostenuti per il servizio di gestione dei rifiuti (3.402.708 euro) al 50 per cento tra utenze domestiche e non, mentre per quanto riguardo i costi variabili (4.584.587) il 55 per cento è in capo alle famiglie e il 45 per cento a carico degli operatori economici. Nella delibera del consiglio comunale così come nelle ‘bollette’ recapitate in questi giorni è stabilito che il 31 maggio va pagata la prima rata, entro il 31 agosto la seconda e la terza entro il 30 novembre. Prevista naturalmente la possibilità di versare la Tari in un’unica soluzione entro il 31 maggio.
Sindaco: Aumenti previsti dall’anno scorso «Gli aumenti della Tari non sono una novità, ma erano previsti fin dallo scorso anno, semplicemente perché contenuti nel piano triennale dell’Auri (autorità umbra per rifiuti e idrico, ndr)». A dirlo è il sindaco Andrea Sisti che sugli aumenti delle ‘bollette’ della tassa rifiuti in fase di consegna a famiglie e cittadini torna a spiegare che «la tariffa che si paga nel nostro ambito territoriale (Spoletino, Folignate e Valnerina, ndr) è sensibilmente inferiore a quanto sono chiamati a versare nella zona di Perugia». Sul punto, in consiglio comunale era stato il consigliere di opposizione Gianmarco Profili (Alleanza civica) a dire che «il costo pro capite per i cittadini serviti dalla Valle Umbra Servizi è di 220 euro, mentre per quelli raggiunti da Gesenu (il gestore della zona di Perugia, ndr) gira intorno ai 350 euro».
Il caso del riequilibrio di Vus Il sindaco, però, considera «un atto politico rilevante la decisione di coprire con risorse proprie di bilancio la quota di riequilibrio annuale che Auri ha riconosciuto a Vus», ovvero 278 mila euro. Il gestore del servizio, infatti, ha presentato «istanza per il ripristino dell’equilibrio economico finanziario, quantificando in 15,4 milioni di euro la somma da ristorare ai fini del mantenimento dell’equilibrio economico e finanziario». Una somma, questa, che Auri ha ridefinito, dimezzandola e portandola a 7,5 milioni di euro. La cifra è stata ripartita ie quote annuali comune per comune dal 2023 al 2027.

