di Arianna De Angelis Marocco
Terza proposta per il cartellone di La Mama Spoleto Open 2024 viene affidata alla giovane creatività dei Darlingbuds, un collettivo indipendente di artisti freelance provenienti da tutto il mondo, che porta in scena 2 Soli e 1 Passo a due, contenitore di tre progetti coreografici, Finally I own a piece of land di Alexander De Vries, sound design Robert Lagerman, A B** with a broken heart di Matilde Tommasini e Amoebas di Elia Pangaro e Alexander De Vries, sound design e live performance Daniel Munarriz Senosiain.
Alexander De Vries protagonista della prima perfomance Finally I own a piece of land, porta in scena la sua personale ricerca di un luogo da chiamare casa e forse di un significato da dare alla parola casa. Un animale senza forme e insieme di tutte le forme, De Vries esplora il proprio scheletro in movimento in una quadrato di erba sintetica, portandoci a tratti a diventare spettatori di una teca invisibile dentro cui si trasforma e si snoda questa figura. Tra l’animale e l’homo sapiens, l’inquietudine e l’urgenza di questa ricerca di casa emerge dal dentro al fuori e si trasla in un percorso che sembra cercare una quiete, forse proprio dentro il processo stesso. E dulcis in fondo, entra su un tappeto musicale intenso e crescente, la voce di Alexander bambino di appena 3 anni impegnato in una conversazione con suo padre, mentre l’artista piega il suo piccolo pezzo di casa verde e se lo porta via, come una valigia, per il prossimo viaggio.
A seguire irrompe sulla scena Matilde Tommasini con il suo A B** with a broken heart, un solo autobiografico che indaga il pathos di un cuore spezzato. Come una matrona imponente e sensuale, disperata, sfacciata e ribelle che ci osserva e si osserva attraverso una videoproiezione mostra un dolore spiato, nel quotidiano, in contrasto con una figura in scena che vomita una risata che diventa pianto e ritorna risata. Matilde è una performer generosa, provocatoria, il suo corpo si scompone e si dilania, armonico e virtuoso e il suo Broken Heart spezza le sue ossa e costruisce una danza che sembra un cabaret dentro cui si dipanano emozioni e sentimenti.
L’ ultimo progetto coreografico vede protagonista l’unico duo della serata, De Vries con Elia Pangaro, danzatore perugino, vincitore a Venezia del bando Performance Biennale college teatr, dal titolo Amoebas, titolo che racchiude la doppia accezione di qualcosa di apatico e privo di iniziativa ma etimologicamente portatore di un significato di trasformazione, cambiamento costante di forma. Questa ultima immagine rende a pieno la stesura coreografica dello spettacolo dove queste due creature sperimentano equilibri e disequilibri, forme e vertigini, navigando all’interno di tecniche di partnering corpose e pregiate.
In scena con loro la postazione live di Daniel Munarriz Senosiain e le sue sonorità lunari che sfidano la gravità e il peso esattamente come i due perfomer. E’ un processo che non può essere memorizzato e replicato in automatismo, ma va ricostruito e ricercato live ogni volta, accogliendo l’imprevisto e restando in un ascolto profondo dell’altro, dentro una trasformazione che non riguarda solo il corpo, ma coinvolge lo spazio e il suono, il dentro e il fuori, sino a una svestizione finale che ha il sapore della liberazione e al tempo stesso di un nuovo inizio con una forma singola e le sue infinite opportunità. Una serata che viene accolta con un silenzio religioso, con una tensione indicativa dell’aggancio del pubblico agli artisti e che irrompe sulla scena con un prepotente e lungo applauso finale.
