di Chiara Fabrizi
Stadio gremito per il carosello del quarto Reggimento a cavallo dei carabinieri. Pubblico delle grandi occasioni per la rievocazione storica inserita nel programma del Due Mondi e andata in scena nel tardo pomeriggio di domenica di fronte, tra gli altri, al comandante generale dell’Arma, il generale Tullio Del Sette, al sottosegretario all’Interno Gianpiero Bocci, al prefetto di Perugia Raffaele Cannizzaro, al senatore Stefano Lucidi e al vescovo Renato Boccardo, oltre a circa duemila persone che non hanno voluto perdere l’appuntamento.
Carosello storico: fotogallery
Carosello dei carabinieri al Due Mondi Il Reggimento guidato dal colonnello Gianni Massimo Cuneo è entrato in campo coi due squadroni dei capitani Ilaria Campeggio e Giorgio Antonielli al comando di una cinquantina di binomi grigi e marroni, accompagnati dal cane mascotte Briciola, applauditissimo dal pubblico. I militari a cavallo hanno eseguito per circa 50 minuti una serie di figure tra cui la croce di Sant’Andrea e l’omaggio al Due Mondi, realizzando per l’appunto due emisferi e il 59, numero dell’edizione in corso del Festival. Ad accompagnare le fluide e ritmiche evoluzioni la Fanfara a piedi della Legione allievi carabinieri di Roma, composta da 34 militari musicisti in servizio permanente provenienti dai conservatori italiani.
Fremito per battaglia e carica Ma il brivido allo stadio comunale è arrivato con la rievocazione della storica carica di Pastrengo del 30 aprile 1848 e con la battaglia. In campo sono poi scesi il generale Del Sette, il sottosegretario Bocci, il sindaco di Spoleto Fabrizio Cardarelli e il colonnello Cuneo per congratularsi con gli squadroni e salutare il pubblico: «L’Arma stanotte – ha detto il comandante generale Del Sette – ha arrestato il boss della ‘ndragheta Ernesto Fazzalari, latitante da venti anni». Il generale ha omaggiato il sindaco con una riproduzione di un binomio, mentre Cardarelli ha consegnato quella Teodelapio: «È uno dei simboli di Spoleto nel mondo – ha detto il primo cittadino – e lo doniamo al generale in segno di riconoscimento e gratitudine per lo spettacolo raro e straordinario che ci ha regalato l’Arma».
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