Il Romano prima dello spettacolo (foto U24)

Eleonora Abbagnato leggera, sensuale e fortemente interpretativa sommersa dagli applausi del pubblico del Due Mondi. Nonostante la pioggia c’è la fila fin dalle 20 di fronte ai cancelli del Teatro Romano, segno evidente della grande attesa per la la Carmen dell’étoile diretta da Amedeo Amodio.

Abbagnato fa brillare la Carmen di Amodio Ed è proprio il maltempo a far slittare di circa trenta minuti l’avvio dello spettacolo, tempo da molti trascorso, non senza malumori, alla ricerca del cuscino necessario per una visione più comodo oltreché all’asciutto. Ma poi sono le luci di scena e le prime note dell’inconfondibile opera di Georges Bizet a placare il pubblico, incollandolo al palco del Romano.  L’étoile non delude le aspettative e dà sfoggio di una padronanza della scena consolidata in anni di lavoro ai più alti livelli. Leggera, sensuale e interpretativa, come il ruolo richiede,l’Abbagnato calca la scena e racconta questa storia di amore e morte, di intrighi e di passione che la confermano un’indiscussa pietra miliare della danza.

Neoclassico e contemporaneo Meno convincente la regia curata da Amedeo Amodio che propone una versione della Carmen che sembra volersi discostare dalla visione classica per abbracciare una ricostruzione più attualizzata del racconto. Strana e poco coesa risulta la relazione tra la scenografia di estrazione contemporanea, interessante per la tridimensionalità che offre allo spazio, e l’immagine più classica e ortodossa dei costumi di scena. Anche nelle coreografie si nota un timido tentativo di contaminazione tra neoclassico e contemporaneo che non approfondisce nessuno dei due stili, dando spesso la sensazione di poca connessione tra i vari elementi e non portando quell’innovazione che ci si aspetta osservando la scena.

Ovazione per l’étoile Lunghi applausi Di buon livello il corpo di ballo composto da tredici danzatori e tre co-protagonisti a cui è affidato l’ambizioso compito di accompagnare e sostenere l’étoile nel racconto di una delle più famose opere. Il pubblico del Romano sostiene lo spettacolo con applausi, irrompendo più di una volta sulla scena durante lo svolgimento e principalmente indirizzati alla protagonista e alla potenza del torero Escamillo, altra pietra miliare dell’opera. Pure a spettacolo concluso non tardano applausi e riconoscimenti, anche se l’ovazione è tutta per l’Abbagnato.

 

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