di Arianna De Angelis Marocco
«I risultati della scienza sono importanti quando vengono condivisi con la comunità umana ed è questo che ci ha spinto a lavorare con dei nostri grandi confinanti, ma generalmente non così contigui, che sono gli artisti. Scienziati e artisti devono parlare e lavorare insieme affinché i risultati del nostro lavoro diventino, attraverso le emozioni che solo l’arte può darci, un patrimonio della comunità umana».
Scienza e arte più vicine Con queste preziose parole, Patrizia Menegoni, ricercatrice del Laboratorio di biodiversità e Servizi ecosistemici dell’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) ha introdotto lo spettacolo Monday della compagnia romana Dynamis. Il progetto che, nell’ambito del Festival di Spoleto, irrompe sulla scena del Creative Hub Cantiere Oberdan per La Mama Spoleto Open 2023, è il prodotto di una collaborazione tra la compagnia e i ricercatori e scienziati del progetto Blue Lakes – No microplastic, Just Waves, una ricerca, in collaborazione con Enea, Legaambiente e altri partner, su uno dei grandi inquinanti del nostro tempo, le microplastiche.
Monday La scena vuota viene squarciata dall’ingresso di un corpo avvolto nel pluriball, trasportato come un cadavere da uno dei due attori, una donna nasce da questo involucro artificiale e il pubblico viene catapultato in una sorta di documentario sul processo creativo dello spettacolo. Monday è il primo giorno di una settimana di residenza artistica a cui i due protagonisti, interpreti di loro stessi, partecipano per la creazione di questo spettacolo, commissionato al fine di sensibilizzare il pubblico sul tema dell’inquinamento da microplastiche.
Autocritica Sono sguardi autentici, quelli di Jules Benveniste e Marta Vitalini, per nulla personaggi e totalmente persone, che scrutano il pubblico guardandolo dritto, rompendo la distanza canonica tra scena e platea. Ci raccontano la loro carriera, il background che li ha portati alla ribalta delle scene internazionali, in un excursus che ha come denominatore comune l’enorme quantità di plastiche prodotta per tutti gli spettacoli realizzati, un dettagliato elenco di quanti inquinanti sono stati utilizzati per dare lustro e concretezza alle loro visioni artistiche, dodici anni di storia del loro teatro e 12 anni di plastiche.
Conoscenza Ogni monologo, balletto, poadcast, musica, oggetto, ogni stimolo proveniente dalla scena, contiene più o meno esplicite informazioni, strumenti di conoscenza e identificazione di questo macroinsieme che chiamiamo, superficialmente, plastica. Polimeri, plastiche, particelle, inquinamento, numeri esorbintanti, sono dati che rimangono come marchi sulla pelle dello spettatore, frubili attraverso l’ironica e autentica interpretazione dei due attori, che non allegerisce, però, il peso del lungo elenco di consapevolezze.
L’incoerenza di Jovanotti Il tutto confezionato da un involucro di musiche del cantautore Jovanotti, non una scelta di carattare meramente artistico, ma anche questo uno strumento per parlare di incoerenze, attraverso uno dei casi discussi di inquinamento ambientale, quello del famoso Jova Beach Party. Obiettivo raggiunto, scienza e arte hanno comunicato.
Pubblico Da poco dopo l’inizio dello spettacolo, il pubblico sospende il respiro per fare spazio a un livello di concentrazione e attenzione che ogni artista spera di suscitare, agganciando la platea e portandola con sé in questo complesso mondo di desideri, incoerenze, urgenze, consapevolezze che è il mondo in cui abitiamo e del quale spesso siamo abitanti predatori. Gli applasi sono lunghi, onesti e meritati. Dynamis fa centro, trovando il codice per far parlare la lingua di una piccola elitè e arrivare a suscitare la necessaria riflessione. Monday replica stasera 6 luglio sempre al Cretive Hub Cantiere Oberdan. Qui i dettagli sul progetto Blue lakes-No plastic, just waves.
