«I soldi per l’area di crisi industriale complessa ci sono e gli ultimi passaggi al Mise sono stati fondamentali. Ora servono i progetti delle imprese per rilanciare il territori». Così il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda ha fatto il punto della situazione all’evento organizzato per la chiusura della campagna elettorale del Partito democratico. Nella sala Arpa insieme a lui Cesare Damiano, candidato alla Camera, e Simonetta Mignozzetti per il Senato. Con loro poi la presidente della Regione Catiuscia Marini, il vicepresidente Fabio Paparelli e molti altri rappresentanti del Pd, tra cui l’ex sindaco Leopoldo Di Girolamo.
Ministro con Damiano Calenda a Terni ha detto: «Non seguo tutte le campagne elettorali ma ho voluto essere presente qui da Cesare Damiano perché con lui condividiamo una visione. Visione che si basa sulla centralità del lavoro. A volte non andiamo d’accordo ma ci rispettiamo e vogliamo far ripartire l’Italia partendo dal lavoro. Su questo siamo entrambi d’accordo, è così che si lavora insieme». Prima dell’incontro il ministro Calenda ha anche incontrato una delegazione di lavoratori ex Novelli. Damiano in chiusura: «È fondamentale ripartire dal lavoro e dobbiamo puntare sul lavoro stabile e di qualità. Per questo servono incentivi per chi assume a tempo indeterminato. E l’area di crisi complessa è un ottimo esempio di collaborazione tra governo e regione, con l’obiettivo di fae ripartire il territorio anche con la creazione di nuovi posti di lavoro».
Nevi Sull’area di crisi complessa è intervenuto nelle ultime ore anche il consigliere regionale Raffaele Nevi, candidato al Parlamento con Forza Italia: «Tanto sbandierata dal centrosinistra regionale e dal Governo nazionale come soluzione a tutti i mali imprenditoriali e occupazionali del territorio, l’area di crisi complessa ha delle lacune che la rendono altamente discutibile. Il bando ministeriale è un metodo di finanziamento vecchio e inadeguato rispetto ai tempi richiesti dal mercato competitivo reale. Dal 2016 ad oggi ancora non è stato aperto alcun bando ed ora ci vorranno almeno altri 18 mesi prima che i soldi vengano effettivamente erogati agli imprenditori. Infine, i dati presentati dalla Regione sono basati su stime senza alcun impegno e senza alcun vincolo da parte dei soggetti che lo hanno presentato»

Ormai Calenda va a casa.