Simone Manetti -Rolando Cafè Terni

di M.R.

«Un tavolo spostato di dieci cm, la musica non tollerata anche se a basso volume, il magazzino due cm più basso del consentito nonostante paghi le mura con quella destinazione d’uso… Dal 2008 penso di essere stato multato una 50ina di volte, per le questioni più banali o assurde. Ho sempre pagato e mantenuto un atteggiamento di massimo rispetto verso le autorità; sono stato collaborativo e anzi promotore di iniziative nel momento in cui ho ritenuto che come gestori dei locali potevamo contribuire a migliorare la convivenza tra l’esercizio delle nostre attività e le esigenze di quiete e sicurezza dei cittadini. Ora il vaso è colmo».

Lo sfogo A parlare è Simone Manetti, titolare della Srl Mariobros di Terni che gestisce il ristorante Bros di via Paolo Garofoli e il noto Rolando Cafè di via Lanzi. Proprio qui alcune sere fa, lo stesso avrebbe in qualche modo perso le staffe: «Il blitz della polizia locale durante la recente notte bianca dello sport proprio non l’ho digerito. Al bar – racconta – ero con i dipendenti dietro al bancone a parlare, e c’era la musica in sottofondo. Non il dj set. Nulla – puntualizza – che potesse disturbare la quiete pubblica. Tuttavia si sono presentati due agenti della polizia locale dicendo di aver ricevuto segnalazione proprio per la musica. Durante la notte bianca? Stavolta non ce l’ho fatta a rimanere in silenzio; ho la sensazione di essere stressato dai controlli perché pur di essere in regola a ogni costo, sono preciso nei pagamenti, come del resto quelli dei dipendenti. Penso di essere per questo un bersaglio facile, ma tale atteggiamento a lungo andare finisce per logorare chi prova a fare onestamente impresa nella propria città, nel pieno della trasparenza».

Bros e Rolando La società esiste e resiste da quasi venti anni e conta tra i dieci e i quindici dipendenti. «Oltre le spese, comuni a tutti ovviamente, siamo sommersi dalla burocrazia, da regolamenti che cambiano, ordinanze emanate periodicamente; contribuiamo ai costi per la sicurezza, paghiamo le tasse al Comune e questo è il trattamento che ci viene riservato. Sabato, per aver espresso il mio pensiero con veemenza, sono stato portato in Questura; probabilmente avrò una denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale e la cosa mi fa davvero sorridere. Quando mi hanno chiesto il nome del mio avvocato, ho pronunciato il nome di un’amica che so fare questa professione. Io non ce l’ho un avvocato». 

Manetti Stare alle regole insomma sì, sempre, ma Manetti oggi sente minato in qualche modo il futuro della propria attività, l’entusiasmo e, come si è visto, la pazienza: «Lo snellimento delle pratiche burocratiche per avviare un’attività è una chimera e leggi e regolamenti cambiano così in fretta che si fatica a stare al passo, anche volendo. A Terni si susseguono le chiusure di attività commerciali, in un centro cittadino che sfiora la desertificazione. Non chiedo premi, regali, favori o chissà che altro, ma almeno il rispetto per chi lavora onestamente e dà lavoro, oltre ad offrire spazi e momenti di socialità e aggregazione in assenza di disordini, magari proprio mentre altrove si consumano fatti di cronaca al buio».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.