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Rientrate in Italia lunedì mattina, a bordo di un C-130 dell’Aeronautica militare all’aeroporto di Ciampino a Roma, le salme di Claudio Marchesi, Simone Ruggia, Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci. I funerali di Stato sono stati fissati per domani, martedì 3 novembre.

Ad accogliere i feretri avvolti nel tricolore lunedì mattina a Roma c’erano le più alte cariche dello Stato: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la premier Giorgia Meloni, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Presenti anche i familiari delle vittime, alcuni dei quali rientrati dalla Bosnia solo pochi minuti prima. Le salme dei militari, dopo la benedizione religiosa, sono state trasferite a bordo di quattro carri funebri all’ospedale militare del Celio, dove è stata allestita la camera ardente fino a sera. Domani, martedì 3 novembre alle 9, si terranno i funerali di Stato nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, in piazza della Repubblica a Roma.

Il Comune di Orvieto, con un’ordinanza firmata dalla sindaca Roberta Tardani, ha proclamato due giorni di lutto cittadino per martedì 3 e mercoledì 4 novembre. In questa occasione le bandiere saranno esposte a mezz’asta nella sede comunale e gli edifici pubblici in segno di lutto e vicinanza. L’amministrazione invita cittadini, scuole, istituzioni, associazioni, organizzazioni sociali e attività a promuovere momenti di raccoglimento e ad adottare comportamenti sobri, nel rispetto della famiglia del giovane 35enne. Dalle 13 di martedì 3 novembre la Sala consiliare del Palazzo comunale di Orvieto ospiterà la camera ardente di Marchesi, che resterà aperta fino alle 20 e, successivamente, dalle 8 alle 13 di mercoledì 4 novembre.

Il sergente Claudio Marchesi, 35enne di Orvieto, e gli altri militari hanno tragicamente perso la vita giovedì 29 ottobre a bordo di un Ch-47 Chinook nei dintorni di Brčko, in Bosnia-Erzegovina. Con loro, durante la missione nell’ambito dell’operazione Eufor Althea, c’erano altri 11 militari, tutti rimasti feriti ma non in pericolo di vita. La Procura di Roma ha disposto l’autopsia soltanto sul corpo di Laura Procacci. Per gli altri tre militari, invece, è già stato accertato il decesso per schiacciamento conseguente all’impatto dell’elicottero. Intanto proseguono le indagini, coordinate dalla magistratura militare insieme a quella ordinaria, contro ignoti per disastro e omicidio colposo.