di Enzo Beretta

Patteggia la pena a un anno e quattro mesi di reclusione un 47enne di Città della Pieve finito sotto processo a Perugia con l’accusa di aver maltrattato la compagna convivente e la figlia. L’uomo viene ritenuto responsabile di aver «posto in essere nei loro confronti plurimi atti di violenza, verbale e fisica e minaccia». 

L’accusa Secondo la ricostruzione la donna è stata «colpita violentemente con un pugno al braccio», «strattonata violentemente» e «minacciata di morte». Diceva di «toglierle tutto». «La colpiva con gomitate alla bocca – scrive il pm Franco Bettini della Procura della Repubblica – le tirava i capelli, fino a strapparglieli, denigrandola con epiteti quali ‘infame’ e ‘bugiarda’». Conclude la Procura: «Con tali condotte le cagionava un costante e perdurante stato di ansia e di paura per la propria incolumità, che la induceva, da ultimo, a denunciare i fatti alle forze dell’ordine». I fatti oggetto delle contestazioni, piuttosto recenti, risalenti al febbraio 2025, sono stati denunciati dalla donna che ha prodotto il certificato medico del pronto soccorso: 10 giorni di prognosi. L’imputato è difeso dall’avvocato Laura Modena, parti civili assistite dall’avvocato Giuseppe Montone. 

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