di Chia.Fa.

Un trauma cranico emorragico e fratturativo, verosimilmente frutto del violento colpo preso alla testa dopo che il pirata della strada lo ha travolto, ma anche diverse lesioni complesse da investimento stradale. Queste le cause di morte emerse all’esito dell’autopsia sul corpo di Moise Bama, il 46enne camerunense falciato nella serata del 3 novembre scorso a Torricella (Magione) sul raccordo Perugia-Bettolle da un automobilista che è poi fuggito. Moise Bama, che viveva a Chianciano Terme, è morto dopo ore di agonia all’ospedale di Perugia, mentre gli inquirenti stringevano il cerchio intorno a un poliziotto in pensione di 71 anni, ora indagato per omicidio stradale aggravato dalla fuga del conducente e omissione di soccorso, anche se il pm che lo ha interrogato venerdì pomeriggio gli ha anticipato che a suo carico scatterà anche la contestazione per simulazione di reato.

L’autopsia è stata eseguita nel pomeriggio di lunedì a Perugia dalle dottoresse Annamaria Verdelli e Paola Mielai, entrambe nominate dalla Procura che vuole capire non solo le cause di morte, ma anche se le lesioni trovate possono fornire elementi utili alla ricostruzione della dinamica e se sono stati ravvisati fattori esogeni all’incidente stradale che possono aver causato la morte. Dall’esame sul corpo di Moise Bama, a cui ha partecipato anche la difesa rappresentata dall’avvocato Marco Piazzai, che ha seguito l’autopsia col medico legale Sergio Scalise Pantuso, non risulta siano emersi elementi differenti da quelli compatibili con un decesso provocato da un investimento stradale, ma in questo senso potrebbero comunque essere compiuti anche esami di laboratorio.

In base alla ricostruzione fin qui emersa, l’ex poliziotto al volante di una Dacia avrebbe travolto in carreggiata Sud il 46enne che era sceso dall’abitacolo dopo aver a sua volta centrato la segnaletica di un cantiere Anas che a Torricella avvertiva del restringimento di carreggiata. Il 71enne indagato, secondo gli inquirenti, non si è fermato a prestare soccorso e ha poi abbandonato l’auto nel parcheggiato dell’Eurospin di Magione. Il pirata della strada è stato identificato nel giro di qualche ora grazie alla fondamentale testimonianza di un automobilista che ha assistito all’investimento. L’ex poliziotto raggiunto dagli investigatori avrebbe quindi sostenuto di aver subito il furto dell’auto, motivo per cui il pm ora gli contesta anche la simulazione di reato, e quindi di non essere lui al volante. Poi venerdì pomeriggio interrogato dal pm, prima di avvalersi della facoltà di non rispondere, ha anche detto che lui era convinto di aver urtato il new jersey stradale e quindi di aver abbandonato l’auto all’Eurospin per paura di essere rimproverato dalla moglie.

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