La sentenza dovrebbe arrivare a giugno

di Francesca Marruco

Lo accusano di aver rubato 3.650 euro sottraendoli dagli incassi del Mercatone Uno di Perugia. Lui è una guardia giurata di Perugia, sotto processo per questi ammanchi che si sono verificati nel giugno e nel luglio del 2007. L’uomo, una delle sette guardie giurate in possesso dei codici delle casseforti dell’Umbria su 170 dipendenti totali, si dice innocente. Ascoltato questa mattina in udienza, ha spiegato come sia praticamente impossibile, anche volendo, sottrarre i bossoli contenenti denaro che finiscono nei sacchetti sigillati dei portavalori.

Come funziona Le guardie giurate passano a prelevare gli incassi con i furgoni portavalori muniti di un sacco in cui dalla cassaforte cadono direttamente dei bossoli contenenti il denaro. I bossoli vengono aperti e il denaro viene contato solo nella sala conta. L’operazione di prelievo è molto veloce. Secondo l’accusa la guardia giurata avrebbe sottratto del denaro da alcuni di questi bossoli. Per la precisione 3.650 in due diverse occasioni: l’8 giugno e il 16 luglio del 2007. Sempre secondo l’accusa la guardia giurata avrebbe rubato non interi bossoli ma solo un po’ di contanti da ognuno.

La difesa L’accusato dice di essere stato incolpato solo perché era in servizio in entrambi i giorni, ma su di lui non ci sarebbero prove. Anzi, con il suo avvocato, Nicola Mininni, sostengono che forse a sottrarre quel denaro potrebbe essere stato qualcun altro. I bossoli sono chiusi, tutti uguali. Non tutti contengono la stessa quantità di denaro, anzi, in alcuni non ci sono neanche banconote, ma le distinte. Come avrebbe fatto in pochissimo tempo a sottrarre denaro da alcuni bossoli alla cieca rischiando di prenderne uno vuoto? I bossoli vengono riempiti nel negozio da cui le guardi giurate li prelevano. Se qualcuno semplicemente avesse contato male? La sentenza è attesa per la prossima udienza di giugno.

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