Alla fine la valanga di denunce per il maxi rave di Spoleto sui prati di Terzo San Severo è arrivata: più di mille giovani di età compresa tra 19 e 30 anni, provenienti da varie parti d’Italia e anche dall’estero, sono stati denunciati alla Procura di Spoleto per invasione di terreni, ossia il reato che da anni viene contestato a chi partecipa ai free party.

Per l’applicazione del nuovo reato introdotto dal governo Meloni nell’ambito della stretta ai rave, che colpisce specificatamente organizzatori e promotori, si apprende dalla Digos della questura di Perugia che le indagini stanno andando avanti, perché vanno compiutamente individuati le “api regine” dell’evento andato in scena a Terzo San Severo di Spoleto dalla serata del 27 giugno alla mattina del 30 giugno, quando c’è stato il deflusso massiccio di partecipanti.

Ora all’Anticrimine della questura di Perugia spetta il compito di vagliare le misure di prevenzione, prevalentemente fogli di via obbligatori che sanciscono il divieto di tornare nel territorio comunale di Spoleto. L’emissione, come di norma, è legata alla valutazione del profilo e dei precedenti dei soggetti, molti dei quali comunque, viene spiegato, sono già conosciuti alle autorità per la partecipazione ai rave party.

In una nota diffusa nella mattinata del 14 agosto la questura di Perugia ricostruisce quanto accaduto a Terzo San Severo, partendo dalle prime segnalazioni dei residenti, che hanno visto arrivare i camion e hanno dato l’allarme, al primo intervento del personale del commissariato di Spoleto e dei carabinieri, i quali, arrivati sul posto, hanno trovato «nell’ampia area demaniale già centinaia di persone con strumentazioni acustiche».

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Al fine di «monitorare l’evento e dissuaderne ulteriori arrivi, il questore di Perugia, con ordinanza, ha predisposto mirati servizi di controllo del territorio e ordine pubblico, attraverso il presidio delle uniche due vie di accesso all’area, sia versante Spoleto, sia versante Massa Martana, garantendo al contempo a tutela dell’incolumità pubblica, la presenza costante di personale dei vigili del fuoco, polizia locale di Spoleto e personale del 118», è sempre scritto nella nota della questura di Perugia.

E quindi: «L’attività di monitoraggio svolta dalla polizia di Stato, dai carabinieri e dai finanzieri, nonché dei reparti inquadrati di Bologna, Firenze, Roma, Senigallia, ha consentito di intercettare i giovani e gli autoveicoli in avvicinamento alla località del raduno e limitare la portata dell’evento», spiega sempre la comunicazione della questura di Perugia, che sottolinea anche «il rilievante apporto della Digos di Perugia, che ha monitorato l’intero svolgimento dell’evento, impedendo risvolti pregiudizievoli per l’ordine e la sicurezza pubblica e vigilando altresì tutte le fasi di allontanamento dei giovani dal luogo dell’evento».

Quando è iniziato il «deflusso la mattina del 30 giugno, i partecipanti si sono allontanati in direzione Massa Martana, laddove l’attività congiunta delle forze dell’ordine ha consentito di identificare più di mille partecipanti», è sempre scritto nella nota della questura di Perugia, che evidenzia anche come «grazie all’intervento tempestivo delle forze dell’ordine, il rave party è terminato senza conseguenze per gli abitanti del posto e senza incidenti tra coloro che vi hanno preso parte».