Un euro investito in infrastrutture per chi cammina e va in bicicletta può generare quasi quattro euro di benefici per la società. È la stima contenuta nel rapporto Benefits of Active Travel Investment, pubblicato il 26 agosto 2026 dalla National Transport Authority irlandese. L’analisi riguarda il programma nazionale di investimenti nella mobilità attiva e stima gli effetti economici e sociali su un periodo di trent’anni. E’un tentativo di quantificare anche ciò che non compare direttamente nel bilancio di un cantiere, dalla salute alla sicurezza stradale, fino al tempo risparmiato negli spostamenti.
Il confronto interessa anche l’Umbria, dove negli ultimi anni sono stati finanziati interventi su strade e marciapiedi e sono stati avviati o programmati nuovi collegamenti ciclopedonali.
Secondo il rapporto della National Transport Authority, il programma irlandese di mobilità attiva prevede investimenti per circa 2,9 miliardi di euro nel periodo 2021-2030. I benefici economici e sociali stimati su trent’anni ammontano a 7,73 miliardi. Il rapporto tra benefici e costi è quindi vicino a quattro a uno.
Tra il 2021 e il 2025, riferisce l’autorità, sono stati realizzati quasi 950 chilometri di infrastrutture per la mobilità attiva, oltre a ponti pedonali e ciclabili, attraversamenti, interventi sugli incroci e zone scolastiche. Il programma sostiene inoltre occupazione: la stima è di oltre 2.650 posti di lavoro equivalenti a tempo pieno l’anno nel decennio considerato, includendo gli effetti diretti, indiretti e indotti.
I benefici non derivano soltanto dai cantieri e dalle attività economiche che alimentano. Una rete pedonale e ciclabile sicura può favorire l’attività fisica, ridurre alcuni costi sanitari, limitare gli incidenti e, quando sostituisce viaggi in automobile, diminuire traffico, consumi ed emissioni. Il rapporto stima che il costo di un anno di investimenti possa essere recuperato entro il sesto anno di funzionamento delle infrastrutture.
Gli autori precisano che lo studio è una valutazione nazionale e non una verifica puntuale di ogni opera. I risultati dipendono anche dall’effettivo utilizzo delle infrastrutture e dalla capacità di collegare i percorsi tra loro. Un marciapiede isolato o una pista ciclabile che termina prima di raggiungere una scuola, una stazione o un luogo di lavoro possono offrire benefici inferiori a quelli attesi da una rete continua.
A Perugia un primo riferimento economico è il piano strade e marciapiedi da 2,75 milioni di euro approvato dalla giunta nel novembre 2024 per interventi previsti nel 2025. Più di recente, il Comune ha riferito di quasi 30 chilometri di strade bitumate e di numerosi marciapiedi sistemati nel corso del 2025. Per gli interventi sulle strade tra il 2025 e il 2026 è stato indicato un investimento di 7,4 milioni di euro, una cifra che comprende la manutenzione stradale. Nel settembre 2026 la giunta ha inoltre approvato un investimento di 615 mila euro per la manutenzione straordinaria delle strade di San Sisto, con interventi mirati sui marciapiedi ammalorati. Nello stesso periodo è stata avviata la procedura per il primo lotto di riqualificazione di strada dei Loggi, a Ponte San Giovanni: 1,2 milioni di euro per un intervento rivolto soprattutto al risanamento della carreggiata. A ottobre il calendario dei cantieri comunali ha compreso ulteriori interventi sui marciapiedi, tra cui quelli di via Pontevecchio e San Marco, oltre a lavori in via Innamorati e via Vecchi. La successione degli interventi conferma un’attività di manutenzione diffusa.
A Terni uno degli interventi più direttamente legati alla qualità degli spazi pedonali è la riqualificazione di viale Turati, per la quale è stato approvato un progetto da oltre 838 mila euro finanziato attraverso il programma regionale Fesr 2021-2027. Il progetto prevede l’ampliamento dei marciapiedi dove possibile, nuove alberature e aiuole, pavimentazioni drenanti e soluzioni per migliorare la gestione dell’acqua piovana e contenere il calore estivo. L’apertura del cantiere è prevista all’inizio del 2027: si tratta dunque di un intervento programmato, non ancora di un risultato conseguito. Sul versante dei collegamenti ciclopedonali, abbiamo assistito all’avvio del primo lotto della ciclovia del fiume Nera, destinata a collegare il centro di Terni con la Cascata delle Marmore. L’opera supera complessivamente i 4 milioni di euro e il primo tratto, da piazzale Staino al parcheggio vicino a Ponte del Toro, misura circa 4,8 chilometri. È un’infrastruttura diversa dalla manutenzione dei marciapiedi urbani, ma richiama uno degli aspetti centrali del rapporto irlandese: la possibilità di collegare luoghi e destinazioni attraverso percorsi utilizzabili per spostarsi, oltre che per il tempo libero.
