A ottobre, a Perugia e a Terni, è stato rilevato un tasso regionale del 2,4% contro l’1,7% nazionale. Nonostante l’Unione nazionale consumatori nei giorni scorsi ha rilevato un rallentamento al caro prezzi, con l’inflazione nel paese che scende sotto il 2 %, Perugia resta una delle dieci città più care d’Italia con un 2,5% di inflazione tendenziale.
Olio e zucchero alle stelle Sul fronte paniere, basta dare una occhiata alla rilevazione dei pressi al consumo del Comune di Perugia. L’aumento maggiore è quello delle bollette, ovvero Abitazione, acqua, elettricità e combustibili che ha registrato il maggior incremento congiunturale pari a +3,4 %. Anche nei prodotti che a settembre erano risultati più cari, ci sono addirittura dei rincari. Come nel caso dell’olio d’oliva (dal 40,5 al 48,3%), della riparazione mobili (dal 15,7 al 17,7), del pacchetto vacanza nazionale (dal 19,2 al 21%), del cacao e cioccolato in polvere (dall’11,6 al 12,3 %), della benzina, dei gelati, degli articoli di cartoleria che segnano prezzi rincarati nella stessa misura rispetto all’autunno 2022, pari a circa il 15%. Lo zucchero risulta più caro ad ottobre del 17,2% rispetto allo scorso anno (+39% a settembre). Dalle birre all’affitto garage, si osservano rincari comunque oltre il 10%. Tra i prodotti che a settembre presentavano rincari annuali da record, solo le uova hanno ora una variazione a una cifra (+8,9%).
Terni Quanto al paniere di Terni, si registra un crollo dell’inflazione passando da 5,8% di settembre a +1,8% di ottobre. Va però sottolineato che la diminuzione dell’inflazione che si è registrata ad ottobre è solo in parte dovuta a reali rallentamenti dei prezzi, ma generata da fattori tecnici di calcolo. Ma se per quanto riguarda il capitolo Abitazione, acqua, elettricità e combustibili il confronto su base annua è negativo (-16,6%), per il capitolo contenente i beni alimentari la variazione è positiva +7% e quindi seppure meno pesantemente, i prodotti alimentari nell’anno sono comunque aumentati.
Restano alti i prezzi di patate, olio d’oliva e zucchero con un aumento annuale tra il 28,2 e il 52,6%.
