di Enzo Beretta
La Procura di Perugia ha chiesto l’archiviazione per il 24enne automobilista indagato per omicidio stradale in seguito all’incidente del 18 febbraio 2024 in strada Molinella, a Ponte Felcino, nel quale ha perso la vita Gianluca Gagliardini, 52 anni. Nell’atto del pubblico ministero Gianpaolo Mocetti si parla, tra le altre cose, della velocità «abnorme» della moto della vittima e del casco «non adeguatamente allacciato». Dagli accertamenti tecnici è emerso che Gagliardini, alla guida della sua moto, stava effettuando un sorpasso a una velocità di circa 130 chilometri orari, più del doppio del limite consentito di 50, e ha proseguito la manovra rimanendo contromano fino all’impatto con l’auto guidata dall’indagato, che procedeva nella sua corsia a 85 chilometri all’ora.
Considerazioni «L’indagato ha reagito prontamente al pericolo attivando una manovra di emergenza ma l’invasione della corsia opposta da parte del motociclo ha reso inevitabile l’impatto», si legge nella richiesta di archiviazione. Il casco della vittima, secondo l’analisi medico-legale, risultava «non correttamente allacciato», circostanza che avrebbe aggravato le conseguenze dell’incidente. «Le lesioni al capo e al collo indicano che il casco o non era indossato, o si è sfilato al momento dell’urto, causando un impatto diretto e violento al suolo», riporta il documento.
Il documento Il pubblico ministero ha escluso che l’eccesso di velocità dell’automobilista, pari a circa 35 km/h oltre il limite, possa essere stato un fattore determinante nell’incidente. «In sede di valutazione controfattuale, devono essere considerati da un lato la velocità abnorme di Gagliardini e dall’altro il mancato uso delle cinture di sicurezza da parte degli occupanti della Fiat Panda», l’altra auto «coinvolta nello scontro», si legge ancora nella richiesta.
In aula Oggi in tribunale si è tenuta l’udienza per discutere l’istanza di archiviazione, alla quale la famiglia di Gagliardini (assistita dall’avvocato Michele Nannarone e Delfo Berretti) si è opposta chiedendo ulteriori approfondimenti. Il giudice dovrà ora decidere se accogliere la richiesta della Procura o disporre nuove indagini.
