«Ora i familiari di Elisa vogliono solo capire cosa sia successo veramente. Si può ben immaginare lo stato d’animo, anche vista la recente perdita della madre». Lo ha detto un’amica della famiglia Benedetti, mentre lunedì pomeriggio si allontanava dalla casa dove vivono il padre e il fratello 16enne di Elisa Benedetti. La casa appena fuori Città di Castello isolata in mezzo alla campagna, con una strada senza via d’uscita.

Lo zio: è una tragedia Dall’alba fino al ritrovamento del cadavere di Elisa, lo zio Stefano, alcuni suoi cugini e amici avevano raggiunto le colline di Casa del Diavolo, per aiutare nelle ricerche nella speranza di trovare Elisa viva. Speranza svanita verso la fine della mattinata. «È una grande tragedia per la nostra famiglia» ha detto Stefano Benedetti ai giornalisti presenti. «Ancora mio fratello Osvaldo, il papà di Elisa, non sa nulla». Poco dopo gli squilla il cellulare: «È lui, è mio fratello…». Un colloquio breve, con i toni tenuti bassi, «Fatti forte, forte, adesso arriviamo», dice ancora Stefano al fratello, prima di essere chiamato a compiere il riconoscimento del corpo di sua nipote.

Una storia assurda «Una storia assurda, è una storia assurda» ripetono i giovani amici  parenti di Elisa che fanno gruppo a parte nel piazzale della Casa del popolo di Casa del Diavolo, dove era stato allestito una sorta di centro di coordinamento delle ricerche. «Elisa era una persone forte, ma la morte della madre, due mesi fa, l’aveva messa in crisi», dice uno di loro. Elemento, questo, che si raccoglie anche nella frazione tifernate di Santa Lucia, dove Elisa abitava con il padre e il fratello sedicenne. «Dopo la evento».morte della madre – aggiunge una ragazza – l’ho vista molto cambiata, sicuramente il fatto l’aveva scossa».

Allora è nel quartiere e nei posti che frequentava Elisa che le persone parlano e la ricordano così: «Siamo increduli per quello che è successo – affermano alcuni ragazzi fuori del Bar Pinocchio, punto di ritrovo abituale di Elisa con le persone che conosceva – perchè lei era una ragazza con cui era un piacere parlare e che incontravamo spesso con altri amici in questo locale». «Veniva qui – dichiara il titolare del bar Pinocchio – anche con il suo ragazzo Alex, brasiliano, con cui conviveva in un appartamento da circa un anno. Lei lavorava in un call center, mentre il ragazzo al momento, da quello che so, è disoccupato. Una ragazza come tante altre, almeno dalle apparenze. Quello che poi faceva fuori di qui non lo sappiamo proprio».

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