Angelantoni Life Science

La Angelantoni Life Science di Massa Martana, specializzata nella produzione di sistemi refrigeranti per strutture sanitarie, attraversa una fase delicata. Attualmente, circa 20 dipendenti risultano coinvolti in una procedura di cassa integrazione che, dovrebbe coprire la retribuzione fino a giugno 2026. La misura rientra nel quadro della liquidazione giudiziale della società, aperta a seguito delle difficoltà finanziarie accumulate negli ultimi anni. Fonti aziendali indicano che i crediti dei lavoratori sarebbero garantiti dal fondo di garanzia dell’Inps tutela e, comunque in linea generale, dal patrimonio dell’impresa, ma la prosecuzione dell’attività produttiva appare incerta e dipenderà da eventuali interventi esterni.

Nel 2021-22, la holding Angelantoni Industrie ha ceduto una quota di controllo pari al 70% della Angelantoni Life Science a un gruppo cinese, mantenendo il 30% come socio di minoranza. La cessione era stata presentata come un’opportunità di rilancio sul mercato internazionale, con clienti in Europa, Africa, Asia e Medio Oriente. Diverse fonti indicano però che l’attività non ha registrato nuovi investimenti significativi e che le decisioni strategiche sono state progressivamente assunte dal partner estero. Il ramo aziendale elettromedicale ha continuato a operare con difficoltà, accumulando perdite per diversi esercizi.

Al momento, l’unico percorso ipotizzabile per salvare almeno una parte dell’attività produttiva potrebbe essere rappresentato da un reinserimento del ramo elettromedicale all’interno della struttura produttiva del Gruppo Angelantoni. Scenario che secondo i bene informati risulta più praticabile di altri. Ad esempio, altri soggetti interessati all’acquisto, la cui solidità tuttavia sarebbe tutta da verificare come anche la serietà delle proposte. Tuttavia, va sottolineato, che altri soggetti interessanti risultano, anche se non si sa se ci siano interlocuzioni. Dal mondo sindacale viene espresso il timore che si possano compiere salti nel buio e che si ripetano vicende dagli esiti infelici a cui si è assistito in Umbria, in diverse occasioni. Alcuni dipendenti sono già stati ricollocati in altre unità del gruppo, principalmente nel settore aerospaziale, oggi considerato core business della famiglia Angelantoni. La liquidazione della società prevede anche la valorizzazione degli impianti e degli immobili, che rappresentano un patrimonio importante ma la cui effettiva destinazione sarà definita dai procedimenti giudiziali in corso.

Secondo osservatori sindacali e fonti vicine all’azienda, il recupero dell’attività appare comunque complesso e condizionato da tempi e risorse disponibili. L’esito finale, incluso il possibile reintegro parziale sotto il controllo del Gruppo Angelantoni, resta incerto. I sindacati hanno già sollecitato interventi per tutelare i lavoratori e cercare soluzioni che possano salvaguardare professionalità e posti di lavoro, ma le trattative rimangono delicate.

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