di Stefania Supino
Un’occasione per riflettere su una delle malattie più temute dalla medicina è quella di giovedì 30 ottobre, giorno in cui si celebra la Giornata mondiale dell’ictus, per far sì che il futuro della sanità passi attraverso la prevenzione. Un messaggio condiviso anche al Forum nazionale della Leopolda, dove esperti e operatori sanitari hanno tracciato la direzione per una sanità più territoriale, predittiva e personalizzata.
Prevenzione Tra coloro che hanno fatto della prevenzione una vera missione c’è il dottor Gianluigi Rosi, medico angiologo, che da oltre vent’anni dedica la propria attività alla prevenzione vascolare. Nel corso degli anni ha promosso numerosi progetti di screening in diverse comunità italiane, coinvolgendo migliaia di cittadini. L’ultimo, realizzato sull’isola di Ponza, ha coinvolto più di 1.250 persone, consentendo di individuare 12 gravi patologie vascolari che hanno richiesto interventi chirurgici salva-vita. Un risultato concreto che dimostra quanto la diagnosi precoce possa davvero cambiare il destino di una persona.
Perugia In occasione della Giornata mondiale dell’ictus, il dottor Rosi e il suo team – composto dalla dottoressa M. Di Spirito e dai dottori A. Elmo, F. Baffa e S. Crocioni – saranno a Ponte San Giovanni per una giornata di screening gratuito aperta alla popolazione. Saranno eseguiti esami ecocolorDoppler su oltre 200 persone, con l’obiettivo di valutare il circolo carotideo e l’aorta addominale, due aree chiave nella prevenzione delle malattie cerebrovascolari.
Malattia L’iniziativa è realizzata in collaborazione con A.L.I.Ce. Italia Onlus – Associazione per la lotta all’ictus cerebrale -, da anni impegnata in campagne di informazione e sensibilizzazione per far conoscere i sintomi dell’ictus e i fattori di rischio che ne favoriscono l’insorgenza. Secondo i dati nazionali, ogni anno in Italia l’ictus colpisce circa 120 mila persone, diventando la terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e i tumori, e la prima causa di invalidità.
