di Dott.ssa Monica Piccini, podologa
L’alluce valgo, o Hallux Valgus, è una deformità osteoarticolare progressiva caratterizzata dalla deviazione laterale del primo dito del piede e dalla medializzazione del primo osso metatarsale. Questa condizione può anche comportare una rotazione interna dell’alluce, che a sua volta può causare alterazioni della lamina ungueale. L’alluce valgo non solo ha effetti estetici, ma può anche compromettere la normale funzionalità del piede, influenzando la capacità di camminare.
Cause e fattori di rischio L’alluce valgo è un problema multifattoriale acquisito che deriva dalla combinazione di fattori genetici e biomeccanici. Una maggiore mobilità articolare, particolari conformazioni anatomiche del primo metatarso o condizioni come il piede piatto possono influenzare l’appoggio del piede durante il passo, portando l’alluce a ruotare verso l’interno. L’uso di calzature strette, la pratica di sport che sollecitano l’articolazione del piede (come il golf o la danza), e malattie sistemiche o neurologiche possono accelerare il disallineamento dell’alluce, causando borsite e dolore.
L’alluce valgo è più comune nelle donne rispetto agli uomini, con un rapporto di 4 a 1, e la prevalenza aumenta con l’età. Circa il 23% delle persone tra i 18 e i 65 anni e il 36% degli individui oltre i 65 anni ne sono affetti.
Sintomi Il sintomo principale dell’alluce valgo è il dolore all’alluce, che nei casi più gravi può estendersi alla pianta del piede, limitando le attività quotidiane. Questo dolore è spesso associato a una borsite reattiva e all’infiammazione. In stadi avanzati, la deformità può causare squilibri anche nelle articolazioni adiacenti, portando a dita a martello, metatarsalgie e sublussazioni. Quando il dolore diventa cronico, il corpo può adottare una postura antalgica, causando ulteriori problemi a ginocchia, anche e colonna vertebrale.
Diagnosi La diagnosi di alluce valgo si basa su un’attenta anamnesi, un esame clinico e esami strumentali. L’anamnesi dovrebbe indagare sulla durata dei sintomi, sulle modifiche alle attività quotidiane e sull’uso di calzature. Durante l’esame clinico, si valuta la deambulazione e l’allineamento dell’articolazione del primo dito. Esami come la radiografia sono essenziali per misurare l’angolo della deformità, mentre l’esame baropodometrico aiuta a valutare i difetti di appoggio.
Trattamento Il trattamento dell’alluce valgo può essere conservativo o chirurgico, a seconda della gravità della condizione e dei sintomi.
- Terapia conservativa: Questa opzione è importante per gestire i sintomi e prevenire un peggioramento. Include esercizi riabilitativi, terapie fisiche e l’uso di ortesi plantari. Tuttavia, dispositivi come splint notturni o tutori non correggono la deformità ma possono alleviare il dolore.
- Terapia chirurgica: È l’unica opzione per correggere definitivamente la deformità e viene considerata quando i sintomi persistono nonostante il trattamento conservativo. La chirurgia è indicata in caso di dolore persistente, borsite e alterazioni del carico. La decisione di operare deve essere ponderata attentamente, considerando i possibili rischi e benefici.
Domande frequenti
- La scelta delle calzature è importante per l’alluce valgo? Sì, le calzature giocano un ruolo fondamentale. Scarpe strette e con tacchi alti aumentano la pressione sull’articolazione dell’alluce, peggiorando i sintomi. Le scarpe più adatte per chi soffre di alluce valgo sono quelle ortopediche a pianta larga, che offrono un maggiore comfort e riducono la pressione sull’alluce.
- Quando è necessario l’intervento chirurgico? L’intervento chirurgico è considerato quando il dolore è persistente o quando la deformità causa problemi funzionali significativi. Negli anziani e nei casi di deformità giovanile, la chirurgia viene valutata caso per caso, tenendo conto dei rischi e dei benefici.
- Gli splint notturni o i tutori curano l’alluce valgo? No, questi dispositivi non correggono la deformità ma possono aiutare a ridurre il dolore, specialmente nelle fasi iniziali.
- L’uso di plantari può aiutare? Sì, i plantari possono essere un valido supporto per alleviare il dolore e correggere le alterazioni del passo. Vengono realizzati su misura da un podologo dopo un’attenta valutazione clinica.
Una visita specialistica podologica è essenziale per valutare la morfologia del piede e identificare i fattori di rischio, permettendo una diagnosi accurata e un trattamento appropriato.
