di Daniele Bovi
Tra le emergenze da affrontare la maggioranza di centrosinistra che governa l’Umbria si trova di fronte anche quella «sociale». Circa 13, secondo quanto riferito nei giorni scorsi dalla vicepresidente della giunta Carla Casciari, i milioni di euro in meno con i quali si dovrà garantire quel Welfare che il centrosinistra considera «un fiore all’occhiello». Milioni che si aggiungono ai 124 in meno per la sanità. Numeri risuonati lunedì nel corso della riunione di maggioranza in cui si è discusso di Dap e non solo. Entro la fine di questa settimana i partiti di governo e le parti sociali presenteranno alla giunta le proposte di modifica al Documento di annuale di programmazione economica, prima che questo inizi il suo percorso in consiglio regionale.
Pacchetto di scopo L’Idv, nel corso del summit di maggioranza, ha messo sul tavolo le sue proposte. Una sorta di «pacchetto di scopo» tramite il quale recuperare alcuni milioni, forse quattro, da destinare al sociale. In sintesi si punta all’innalzamento delle addizionali Irpef per la fascia di reddito più alta, a quello dei canoni di concessione di acqua (un millesimo in più al litro) e attività estrattive fino ad una proposta articolata per la rimodulazione di consulenze, contratti di collaborazione, comitati, coordinamenti. Senza dimenticare quei dirigenti andati in pensione ai quali tuttavia l’incarico è stato riconfermato.
Niet socialista Rifondazione, che dalla sua già aveva chiesto un innalzamento selettivo dell’Irpef, di certo non si opporrebbe un ritocco all’insù degli (irrisori) canoni di concessione. Per il resto però le proposte dell’Idv non sono state accolte stappando bottiglie di champagne. Con un certo freddo hanno reagito sia il Pd che i socialisti. Dalle parti del garofano si apprezza la linea della giunta che punta, tolto l’inasprimento dell’Irpef deciso dal governo Monti, all’invarianza fiscale. Quindi, «la leva» non si tocca: nessun sostegno a modifiche, seppur selettive, del fisco regionale «senza prima ottenere da Roma una seria lotta all’evasione». Niet anche per quanto riguarda i canoni: «Qualunque tipo di aggravio che colpisca settori già in crisi» non piace ai socialisti. In casa Pd si ragiona sulle cifre e c’è scarsissimo entusiasmo: conviene dare il via libera alle proposte dell’Idv? Quanto si otterrebbe?
Collegialità e regia Quel Pd al quale si guarda anche per quanto riguarda il ruolo di mediazione che il partito di maggioranza dovrebbe avere. Il messaggio spedito suona così: se tutta la mediazione rimane in capo alla presidente altri incidenti potrebbero essere possibili, serve una regia. Ognuno però secondo i socialisti dovrebbe fare la sua parte: «Se c’è poca azione di coordinamento – dicono – ognuno dovrebbe caricarsi la sua parte di responsabilità per cercare la mediazione».

