Stefania Giannini (Foto F. Troccoli)

di Ivano Porfiri

Dal Senato accademico al Senato della Repubblica. E’ sostanzialmente un addio all’Università per stranieri quello del rettore Stefania Giannini, che quasi certamente verrà eletta per la Lista Monti. Nel corso di una conferenza stampa ha annunciato che lunedì 21 si autospenderà dall’esercizio delle sue funzioni fino alle elezioni del 24 e 25 febbraio, di fatto, dando il via al percorso che porterà alla scelta del nuovo rettore.

Perché mi candido Giannini ha esordito spiegando i motivi della candidatura. «Ho deciso di accettare la candidatura al Senato per la lista Monti. E’ una scelta consapevole per la situazione che deve essere affrontata e per l’impegno che ciò richiede. Il mio scopo è quello di portare in un terreno diverso dal mio la mia competenza ed esperienza. Credo ci sia bisogno di una politica che non viva di politica, che è stato il male degli ultimi 20 anni in Italia. C’è bisogno, invece, di una politica umile e consapevole: finora è stata talvolta arrogante e inconsapevole».

Intervista video: «Mi autosospendo»

Autosospensione, non dimissioni Dal 21, dunque, Giannini si autosospenderà dall’esercizio delle funzioni di rettore, affidandole al prorettore Impagliazzo. «E’ una mia iniziativa – ha precisato – non prevista dallo statuto. Rinuncerò allo stipendio e ai benefit come l’auto e il cellulare di servizio». Ma non sono dimissioni, ci tiene a puntualizzare. «Ci si dimette per una volontà di lasciare, invece io resto doverosamente in carica», ha detto. Il gesto, tuttavia, aprirà di fatto la corsa verso la successione.

Successione «Ciò che accadrà dipenderà dall’esito delle elezioni – ha spiegato Giannini -. Il mio percorso però si sarebbe comunque concluso a breve ed eventualmente si tratterà di un’accelerazione». Nel momento della più che probabile elezione (è al secondo posto nel collegio Toscana, dopo Pietro Ichino che potrebbe optare anche per altri collegi), entrando in Senato automaticamente cesseranno gli incarichi all’università. «Sono stati per me anni importantissimi – è il messaggio di addio del rettore – in cui ho dato un contributo onesto. Resterò sempre legata all’Università per stranieri e all’Umbria, a cui mi lega un affetto superiore a quello che immaginate». Giannini conserverà il ruolo di vicepresidente della Fondazione Perugiassisi 2019. Giannini non ha escluso elezioni per il nuovo rettore e il Senato accademico prima dell’estate. «Anche se avessi concluso il mio mandato il 31 ottobre – ha precisato – forse la tempistica sarebbe stata la stessa».

Monti e Montezemolo Il rettore è entrata anche nel vivo dei temi politici. «Per me il tema chiave è la cultura e l’istruzione che può far ripartire anche l’economia». Sulla candidatura in Toscana, Giannini la trova «quasi naturale (è nata a Lucca), come sarebbe stata naturale l’Umbria». Monti? «Ha ridato prestigio internazionale all’Italia e salvato il paese dalla bancarotta. Un voto al suo governo? Sette». Su Montezemolo «è stato coerente a non candidarsi: ha sempre detto che avrebbe dato un contributo di idee e lo farà». Maggioranza con Vendola? «Auspico una maggioranza più larga possibile. Personalmente non ho nessuna pruderie verso un politico che ha sempre portato avanti le sue idee, anche se non le condivido. Piuttosto va superata la politica che non sceglie e non decide: io mi auguro di dare il mio contributo per scegliere e decidere».

Il Pantheon «Sono una liberare, non liberista – ha affermato Giannini sulle sue idee politiche – nel mio pantheon c’è Giovanni Spadolini. Non mi piace la dicotomia in cui vive la politica negli ultimi anni e nemmeno i toni di questa campagna elettorale». Il rettore ha concluso con un’ammissione. «In passato ho ricevuto proposte di candidature sia dal centrodestra che dal centrosinistra. Mi sembra normale per chi riveste un ruolo come il mio, ma se non ho accettato finora e adesso sì ci sarà stato un motivo».

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