Alcuni dei membri del Comitato (foto U24)

di Dan. Bo.

Uno slittamento di ben 5 mesi rispetto a quanto stabilito in un primo momento. Si discuterà infatti il 4 novembre, e non il 4 giugno, il ricorso al tribunale civile di Perugia contro la nuova legge elettorale regionale presentato dal Comitato per la democrazia in Umbria (formato da Radicaliperugia, Alternativa riformista e Sinistra antiapitalista) insieme a L’Umbria per un’altra Europa, Scelta civica e M5S. E il rinvio, ironia della sorte, è dovuto proprio alle elezioni del 31 maggio. Le udienze civili che erano state fissate tra il primo e il nove giugno infatti sono state spostate poiché il tribunale è impegnato con tutte le procedure elettorali, senza avere al contempo le risorse umane necessarie per tenere tutte le altre udienze.

IL RICORSO

Al Tar A questo punto lo scenario cambia e i primi a essere investiti del caso potrebbero essere i giudici del Tar regionale. A loro potrebbero ricorrere ad esempio i primi degli esclusi tra i candidati consiglieri, chiedendo l’annullamento del premio di maggioranza lasciando così intatti gli altri seggi attribuiti. Il ricorso potrebbe essere fatto anche da normali cittadini, che potrebbero chiedere di veder tutelato il proprio interesse a proposito di un’assemblea legislativa più rappresentativa della volontà espressa dagli elettori. «Siccome in casi come questo – scrive la deputata si Sc Adriana Galgano, che sabato spiegherà qual è la linea del partito in vista delle regionali – la tempestività della decisione è importante quanto la decisione stessa, chiediamo al tribunale di Perugia di anticipare quanto più possibile i tempi dell’udienza».

STORICI E COSTITUZIONALISTI BOCCIANO LA LEGGE
COSA PREVEDE LA NUOVA LEGGE

Tempi lunghi «Ancora una volta i tempi lunghi della giustizia italiana – continuano la parlamentare e gli esponenti del movimento – contrastano con la sostanziale necessità di tutelare i diritti degli elettori che, il 31 maggio, esprimeranno un voto che, proprio a causa dell’Umbricellum, rischia di non essere fedelmente rappresentato nel prossimo consiglio regionale. Da qui l’urgenza di discutere il ricorso in tempi brevi – chiudono Galgano e SC Umbria – per riaffermare quei principi di sovranità popolare e uguaglianza del voto espressi dalla Costituzione».

Twitter @DanieleBovi

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