I rappresentanti del Comitato

di Dan. Bo.

Sei giorni concessi alla Regione per controbattere e poi il giudice del tribunale civile di Perugia avrà di fronte tre strade: accettare il ricorso del Comitato per la democrazia in Umbria, e quindi spostare il giudizio di fronte alla Corte costituzionale, dire sì al ricorso preventivo di giurisdizione presentato dalla Regione, che comporterebbe spostare la palla di fronte alla Cassazione, oppure bocciare il ricorso del Comitato e fine della partita. Una decisione che dovrebbe arrivare nel giro di due o tre mesi. Questo l’esito dell’udienza che, dopo il primo round dei mesi scorsi, si è tenuta giovedì alle 12 al tribunale civile di Perugia al quale si è rivolto il Comitato per la Democrazia in Umbria, da mesi in battaglia contro la Regione e la nuova elettorale regionale votata a poche settimane dalle elezioni del 2015, l’ormai celeberrimo Umbricellum.

Ricorsi Come spiegato qualche ora fa infatti, palazzo Donini con il «ricorso preventivo di giurisdizione» intende contestare la competenza del giudice civile, al quale il Comitato si è rivolto, chiedendo che a pronunciarsi sia quello amministrativo, cioè il Tar. Una decisione conto la quale, qualche ora prima dell’udienza, si sono scagliati duramente i rappresentanti del comitato (Michele Guaitini, gli avvocati Besostri, Ricciardi e Pennino, Leonardo Triulzi e Amato John De Paulis) durante una conferenza stampa: «La Regione – hanno detto – vuole difendersi dal processo e non nel processo». «Su un tema così importante – dice Guaitini – utilizza l’espediente del ricorso in Cassazione per diluire enormemente i tempi». Il rischio che tutto finisca alle calende greche è altissimo: Michele Ricciardi spiega infatti che se il ricorso preventivo di giurisdizione presentato dalla Regione fosse accolto si avrebbe un giudizio definitivo non prima di 4 anni e quindi si dovrebbe andare di nuovo a votare con questa legge elettorale.

Gli avvocati «Inoltre – dice – bisogna ricordare la recente sentenza del Tar dell’Umbria con la quale è stato dichiarato inammissibile il ricorso presentato da alcuni candidati del centrodestra alle ultime elezioni: con questa sentenza si corre il rischio di avere una situazione di cortocircuito per la quale da un lato si dirà che bisogna ricorrere al giudice amministrativo e dall’altro che il giudice amministrativo decida che se non ci sono difetti nel procedimento elettorale e di nomina degli eletti il ricorso è inammissibile». L’avvocato Felice Besostri invece, anche noto come «l’ammazza Porcellum» per aver vinto il ricorso contro la celeberrima legge elettorale nazionale, ha sostenuto che sarebbe interesse in primis della Regione quello di «sapere se l’Umbricellum sia costituzionale o no. Qui da una parte ci siamo noi che difendiamo un principio costituzionale che riteniamo leso, dall’altra invece si vuole rinviare il processo».

Soddisfatti «Anche qualora la legge elettorale venga dichiarata incostituzionale – aggiunge – non si avrebbero effetti immediati nell’attuale consiliatura come dimostra il Parlamento che pur eletto con una legge elettorale poi dichiarata incostituzionale è rimasto in vigore e sta addirittura modificando la Costituzione. Inoltre il ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione, stabilendo un quasi automatismo di rinvio alla Cassazione, viola il diritto costituzionale di avere un giudice terzo in condizioni di parità tra le parti. Quindi si chiederà al giudice di rinviare pregiudizialmente la questione del ricorso alla Corte costituzionale o alla Corte di giustizia dell’Unione europea». Quanto all’udienza di giovedì il pool di avvocati si dice soddisfatto: «Ci aspettiamo dal giudice – commentano – un serio approfondimento sul fatto che non scatti in automatico il rinvio in Cassazione anche qualora non vi sia la manifesta infondatezza del ricorso». La battaglia contro l’Umbricellum però potrebbe non esaurirsi nelle aule di giustizia: un’opzione, come hanno detto il professor Mauro Volpi e Claudio Abiuso del comitato referendario, è anche quella di usare lo strumento referendario.

Twitter @DanieleBovi

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