di D.B.
Sull’Umbricellum il primo round lo vince il Comitato per la democrazia in Umbria. Giovedì infatti la Cassazione ha stabilito che il giudice competente a esprimersi sul ricorso presentato dal Comitato non è quello amministrativo del Tar bensì quello ordinario. A spostare la palla di fronte alla Cassazione era stata la Regione che aveva presentato, al tribunale di Perugia, quello che tecnicamente si chiama «ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione», con il quale si chiedeva che a pronunciarsi sulla legittimità della legge elettorale non sia il giudice ordinario ma quello amministrativo, cioè il Tar dell’Umbria. Il tribunale di Perugia, a marzo, lo ha giudicato «non manifestamente infondato», spedendo così l’incartamento alla Cassazione. La palla quindi torna al giudice ordinario di Perugia che potrà ora decidere se il ricorso del Comitato è fondato, e quindi mandare l’Umbricellum alla Corte costituzionale.
Il Comitato «Il comportamento della Regione è censurabile per tre ragioni – spiega l’avvocato Michele Ricciardi che, insieme ai colleghi Besostri e Pennino, fa parte del team di legali che ha presentato il ricorso – in primo luogo perché un ente pubblico non dovrebbe mai opporsi ad un giudizio di legittimità, inoltre, perché la loro strategia era contraria al buonsenso visto che si pretendeva che il giudice costituzionale valutasse la legge soltanto dopo la sua applicazione e, da ultimo, sono censurabili perché avevano torto e per farlo riconoscere hanno già speso 5 mila euro di soldi pubblici per la parcella del loro difensore. Hanno vinto le ragioni degli elettori – continua – perché, come da noi sostenuto, si può agire in qualsiasi momento per vedere tutelato il proprio diritto di voto e non, come riteneva la Regione, soltanto dopo le elezioni ossia quando la legge elettorale, che viene messa in discussione, ha già prodotto risultati nefasti».
Spese inutili «Quella della Regione Umbria – gli fa eco Michele Guaitini dei Radicali di Perugia – è stata solo una inutile manovra dilatatoria per far perdere tempo e per far perdere 5 mila euro dei cittadini in parcelle». A esultare è anche la deputata del gruppo Civici e innovatori Adriana Galgano: «Quella per migliorare la democrazia e garantire la partecipazione dei cittadini è una dura battaglia. Oggi abbiamo vinto un round determinante per il ricorso contro l’Umbricellum. È un risultato importante che dimostra quanto il comportamento della Regione Umbria sia stato censurabile visto che hanno scelto di sottrarsi al giudizio di legittimità sulla legge elettorale spostando la questione sulla competenza dell’organo giudicante. Forti delle nostre ragioni, siamo come sempre molto motivati a continuare questa battaglia per garantire agli elettori umbri il diritto di voto e di scelta dei propri rappresentanti».
Twitter @DanieleBovi
