di Daniele Bovi
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Aumento tariffario, cioè dei biglietti, a partire da settembre e un piano «su vasta scala» contro l’evasione, contro quei «portoghesi» che sugli autobus viaggiano gratis, specialmente nelle ore di punta. A spiegarlo martedì in un’audizione di fronte ai membri delle commissioni della Provincia di Perugia è stato Franco Viola, dal novembre scorso nuovo amministratore delegato di Umbria Mobilità. «Con le amministrazioni locali e la Regione – ha detto Viola nel corso dell’audizione alla quale ha partecipato anche il presidente della società Lucio Caporizzi – discuteremo di un probabile aumento tariffario, inevitabile da settembre».
Cifre non sostenibili Questo anche perché, come noto, i corrispettivi pagati dai Comuni umbri a UM sono troppo bassi: 1,81 euro a chilometro più Iva come ha ricordato Viola, una cifra «non più sostenibile alla luce dell’inflazione che ha colpito l’intero comparto del trasporto per costi di carburante e quant’altro. Si tratta di problemi che non possiamo nascondere e con i quali stanno facendo i conti altre realtà italiane». La gara per l’affidamento del servizio verrà fatta però il prossimo anno e così nel frattempo bisogna agire. Oltre al probabile aumento dei biglietti c’è da mettere mano, come detto, al problema dell’evasione che, secondo quanto spiegato ad esempio dall’assessore alla Mobilità di Perugia, nel capoluogo nelle ore ore di punta raggiunge anche il 40%. Nel piano «su vasta scala» pensato da Viola e dal nuovo management c’è al centro, ovviamente, un più sistematico controllo dei biglietti.
Dirigenti e impiegati Viola nel corso del suo intervento ha poi fatto riferimento anche alla questione degli stipendi di impiegati e dirigenti: «Nel giro di 15-20 giorni – ha detto – vareremo un piano di recupero». Un piano che avrà «scarsa rilevanza economico-finanziaria» visto il quadro complessivo di UM ma che servirà «per dare un segnale ai cittadini». In più Viola vuole mettere mano «ad una situazione di “privilegi” che non possono più sussistere ma che vengono fuori da vecchie situazioni». Decisioni, cioè, prese dal vecchio management delle aziende: «Dalla loro fusione – ha spiegato il nuovo ad – sono stati ereditati sistemi di progressione completamente differenti». Viola ha poi rimarcato il suo impegno («ci lavoro almeno un giorno a settimana, è un delitto lasciarlo in quello stato») per portare a compimento il sistema della mobilità alternativa di Spoleto, oltre a sottolineare che si procederà con una revisione dei costi, delle tariffe e dei corrispettivi «razionalizzando tutto quello che è superfluo».
Tagli e dismissioni Da parte sua invece Caporizzi ha nuovamente spiegato la volontà dell’azienda di procedere ad una serie di dismissioni del patrimonio e di recuperare l’enorme mole di crediti (oltre 60 milioni) vantati nei confronti di Roma. In questa situazione che l’assessore provinciale ai Trasporti Luciano Della Vecchia definisce «complicata» c’è poi la questione del taglio dei chilometri e della razionalizzazione delle corse «senza ledere i diritti di nessuno». «La prossima settimana – ha detto Della Vecchia – cominceremo a ridefinire il sistema dei trasporti con un processo di riorganizzazione dei chilometri eccessivi. Ad esempio, tanto per far capire dove agiremo, penso alla corsa extraurbana tra Spoleto e Campello alle dieci della domenica mattina». Corse vuote e «sprechi che non possiamo più permetterci: verificheremo – ha detto ancora Della Vecchia – corsa per corsa e linea per linea». In merito a tariffe e corrispettivi l’assessore chiede un aumento dei secondi e una «modulazione» delle prime.
Il prestito Intanto però bisogna risparmiare, subito. Come scritto nei giorni scorsi, dal primo marzo circa sei milioni di chilometri effettuati su Roma verranno tagliati. In teoria un business redditizio, in pratica una perdita da un milione al mese visto che gli enti non pagano. Sul fronte finanziario invece le banche, per concedere il maxi-prestito da 25 milioni di euro, aspettano garanzie. Alcuni enti come Regione, Provincia e Comune di Perugia hanno approvato le delibere che danno il via libera alla lettera di patronage e all’aumento di capitale mentre altri, come Terni (mercoledì mattina Viola e Caporizzi saranno ascoltati a palazzo Spada) stanno ancora ragionando sul da farsi.
Delibere blande Le delibere già approvate intanto vengono bollate come «blande» dall’assessore regionale ai Trasporti Silvano Rometti, anche lui presente martedì in audizione. Troppi i se e i ma secondo l’assessore: «Le delibere – ha detto – sono blande e le banche fanno grosse resistenze». Rometti ha aperto poi all’ipotesi di corrispettivi più alti facendo capire che la base d’asta per le gare sarà più alta. Sul nuovo Piano dei trasporti invece si sta lavorando e a maggio (entro giugno il capitolo va chiuso onde incassare i fondi statali del Tpl) l’intenzione è quella di fare una prima valutazione collegiale del documento.
La nota di Caporizzi Caporizzi poi con un nota interviene sull’audizione e sul tema caldo delle tariffe: «Scelte di tal genere – dice il presidente – non rientrano nei poteri decisionali di chi amministra Umbria Mobilità, riguardando invece scelte politiche degli Enti affidanti il servizio di trasporto (cioè Regione, Province e Comuni), quindi non può l’Azienda annunciare interventi sul costo del biglietto. Umbria Mobilità può invece far presente – come in effetti fa nelle sedi opportune – le proprie valutazioni in merito alla sostenibilità economico-finanziaria del contratto di servizio ad essa affidata e quindi le conseguenti esigenze di adeguamento dei corrispettivi percepiti».
