di Chiara Fabrizi
Si apre con la candidata sindaco Lorella Trombettoni, sostenuta dalla lista civica Progetto Foligno, la serie di interviste di Umbria24 ai candidati sindaco di Foligno.
TUTTI I CANDIDATI AL CONSIGLIO COMUNALE
COME SI VOTA
Iniziamo dal principio. Perché si è candidato sindaco?
La scelta di essere in campo nasce dalla convinzione che ciascun cittadino ha il diritto/dovere di dedicarsi alla vita della sua comunità. Nel mio percorso politico mi sono resa conto che solo l’impegno di ciascuno di noi può fare la differenza e può fare soprattutto una politica dove al centro c’è il bene della collettività. Inoltre occuparsi di politica significa anche compiere un atto di generosità nei confronti delle future generazioni in modo che i giovani possano avere un domani migliore.
In caso di vittoria, quali sono le tre misure che varerebbe nei primi cento giorni di amministrazione?
La prima cosa che cambierei se diventassi Sindaco, sarebbe sicuramente il modus operandi dell’Amministrazione comunale. Basta scelte operate nei palazzi del potere o nelle sedi dei partiti. I Cittadini devono ritornare i protagonisti della loro Città. Quindi prima di tutto partecipazione delle scelte, che non devono mai essere
calate dall’alto. Istituzione di un ufficio con personale competente che si occupi esclusivamente di
cercare risorse. E Asili nido nei luoghi di lavoro, a partire dall’ospedale.
Futuro dell’area dell’ex Zuccherificio, quali sono le sue intenzioni?
L’area dell’ex-zuccherificio è una vergogna di questa nostra città, è un grande pasticcio e non è stato giusto vincolare la soluzione alla prossima amministrazione, anche perché l’accordo di cui si è tanto parlato, non è stato firmato dal terzo dei tre attori. Per noi di Progetto Foligno, per quanto si parli di un’area privata, con previsioni ed interventi
disciplinati da convenzioni e piani urbanistici, frutto di scelte precedentemente fatte, sarebbe da adibire a parcheggi, aree verdi ed aree dedicate alla cultura.
Tessuto economico e produttivo, quali interventi conta di introdurre per favorirne lo sviluppo?
Partendo dal fatto che Foligno ha una vocazione turistica ed artigianale, vorremmo fare delle mostre di artigianato di qualità, vorremmo creare delle botteghe di vecchi mestieri che possano anche diventare scuole per formare giovani artigiani. Altra nostra proposta è quella di riportare le fiere principali della città in tutte le Piazze del centro storico.
Centro storico e movida, cosa devono aspettarsi residenti, commercianti e giovani?
Per il centro storico vanno rivitalizzate le vie che attualmente sono meno vive rispetto a quelle strettamente vicine alla piazza con ad esempio vie a Tema che possono come via Gramsci caratterizzarsi per un prodotto o per attività artigianali e artistiche. Per la movida dobbiamo ottimizzare i parcheggi per i residenti e dobbiamo garantire una loro maggiore vivibilità attraverso il rispetto delle regole.
Infrastrutture e collegamenti, sull’avvio di quali cantieri impegnerebbe i suoi sforzi?
Inizierei la mia risposta dicendo: “Inaugurare è bello, ma mantenere ciò che si ha e mantenerlo bene è un dovere”. Con questo voglio dire che i nostri sforzi, nel caso in cui i cittadini ci dessero fiducia, li impegneremo prima di tutto per sistemare tutto ciò che di buono è stato fatto nella nostra città e poi nella realizzazione della variante Sud: un’opera tenuta dalla politica dentro al cassetto per troppi anni, le cui conseguenze le pagano ogni giorno i cittadini principalmente delle periferia Sud di Foligno.
Caso Rasiglia, qual è la sua ricetta?
Rasiglia è una stupenda perla del nostro territorio montano. Noi crediamo che se veramente l’amministrazione pensa che la città di Foligno sia a vocazione turistica, tale caso deve essere preso come un’opportunità e non come un problema. Inoltre noi siamo convinti che le periferie debbano avere la stessa considerazione del centro storico, salotto della città, per questo tali realtà vanno messe all’interno di un circuito turistico di ogni tipo (religioso, sportivo, naturalistico, enogastronomico, etc.). In conclusione valorizzare ciò che abbiamo per il bene di tutti.
Povertà e inclusione, la sua amministrazione quali politiche sociali proporrebbe?
Il Welfare State come lo conoscevamo in questi anni e cioè come un sistema assistenizalistico nei confronti dei più deboli, non è più in grado di reggere, per due motivi: il primo riguarda la crisi economica che ha portato a tagli dei finanziamenti per il sociale, il secondo riguarda la perdita dell’etica politica. In quest’ottica va ripensato un altro modello di inclusione, in cui tutta la comunità è chiamata a sostenere i più deboli, in primis le associazioni di volontariato che sono la parte più nobile della società perché ci mette il cuore. Parliamo dunque di uno stato sociale più civile e meno politico.
Quintana, come centrare il cambio di passo?
La Quintana è indubbiamente l’evento con il quale si identifica oramai la nostra città. Tuttavia noi riteniamo che rientri tra le risorse sulle quali fare leva per la promozione turistica del nostro territorio e quindi pensiamo che debba essere maggiormente presente negli itinerari turistici della nostra regione. Pensiamo anche che sia importante
delocalizzare a livello delle periferie questa grande manifestazione, peraltro cosa già parzialmente avvenuta per l’esistenza di due Quintanelle che si svolgono a Scafali e San Giovanni Profiamma (di quest’ultima sono stata anche una delle pioniere, quando ero ancora adolescente).
Perché un folignate dovrebbe votarla?
Perché la nostra lista civica ha in testa e nel cuore un futuro per Foligno fatto di azioni concrete differenti da quelle che altri stanno disegnando. Vuol dire, inoltre, che le persone impegnate in questo progetto sentono di poter contribuire al bene comune senza farsi limitare da quelle logiche partitiche che creano più danni che benefici.
Noi chiediamo un voto nuovo: senza sovrastrutture, ma con idee pratiche su come migliorare la nostra città e la vita dei cittadini, perché noi siamo principalmente cittadini che si attivano con senso critico ma costruttivo, pronti a riconoscere il buono che c’è ma convinti che si può e si deve migliorare. La nostra coerenza politica consente alla lista
civica di affermare che Progetto Foligno rispetto ad altre liste rappresenta… un’altra storia. Questa è l’idea di successo politico: se i Folignati trovandosi di fronte ai manifesti della lista Progetto Foligno rifletteranno e inizieranno a sentire, con un ritrovato spirito di partecipazione e al di là delle ideologie e dei personalismi, che ognuno di loro è chiamato a partecipare alla vita politica della propria città, allora quel noi, da cui si è partiti, si
estenderà a tutti e saremo in grado di scrivere insieme un’altra storia, migliore.
