martedì 23 luglio - Aggiornato alle 20:01

Dall’anatra zoppa al voto disgiunto fino alle preferenze: guida alle amministrative

I Comuni chiamati alle urne il 26 maggio sono 63, otto quelli sopra i 15 mila abitanti. Le regole per non sbagliare

Un seggio elettorale (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Dai 93 elettori di Poggiodomo ai 125 mila circa di Perugia, dal nord al sud e dall’est all’ovest dell’Umbria. Fra poco più di tre settimane saranno 63 i Comuni dell’Umbria chiamati alle urne per eleggere sindaci e consiglieri comunali. Perugia, Bastia Umbra, Castiglione del Lago, Foligno, Gualdo Tadino, Gubbio, Marsciano e, unico in provincia di Terni, Orvieto, sono gli unici Comuni con più di 15 mila abitanti dove, quindi, potrebbe rendersi necessario il ballottaggio del 9 giugno.

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Le regole Cosa fare per non sbagliare una volta entrati nella cabina elettorale? Le regole sono diverse a seconda che si voti per un Comune con una popolazione superiore o inferiore ai 15 mila abitanti, ma in entrambi i casi la scheda è una sola. i cittadini si troveranno di fronte una scheda con i nomi dei candidati sindaco e sotto la o le liste che l’appoggiano con a fianco uno spazio bianco. A questo punto le opzioni possibili sono tre: barrare solo il simbolo della lista, assegnando così in modo automatico il voto anche al candidato sindaco; tracciare un segno solo sul nome dell’aspirante primo cittadino (in questo caso nessun voto sarà assegnato alla lista) oppure mettere una X sulla lista e scrivere il cognome del candidato consigliere preferito. In caso di comuni oltre i 15 mila abitanti si potrà anche assegnare la doppia preferenza di genere, scrivendo i cognomi di due candidati della stessa lista purché di sesso diverso.

Disgiunto e anatra zoppa In realtà c’è una quarta ipotesi, quella del voto disgiunto: un elettore cioè può scegliere un candidato sindaco e una lista a lui non collegata, anche assegnando due preferenze; per vincere serve il 50 per cento più uno dei voti, altrimenti si va al ballottaggio. È raro, ma in ipotesi potrebbe accadere, che due candidati ottengano lo stesso numero di voti: se succedesse, al ballottaggio andrebbe il candidato con più voti di lista e, ancora più raro, in caso di ulteriore parità il più anziano. Per quanto riguarda la composizione del consiglio, al candidato vincente viene assegnato il 60 per cento dei seggi, riparto al quale non accedono le liste che non abbiano ottenuto almeno il tre per cento dei voti. Altro discorso per i comuni con meno di 15 mila abitanti dove non è previsto il secondo turno: vince il candidato che ottiene il maggior numero di voti. Tra le possibilità anche quella, rara, dell’«anatra zoppa», che si verifica quando il candidato sindaco ottiene la maggioranza mentre le liste a lui collegate no; a quel punto, scatta la convivenza forzata con liste che non lo hanno sostenuto.

Twitter @DanieleBovi

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