Quasi 75 mila pannelli fotovoltaici da installare su circa 40 ettari sul Monte Peglia. Questo il progetto contro cui si sono schierati compattamente i sindaci di Ficulle, Parrano e San Venanzo che, venerdì, con una nota congiunta hanno evidenziato come il «parco fotovoltaico proposto interferirà inevitabilmente e negativamente con i delicati equilibri ecologici dell’area protetta». Dello stesso avviso la Cia di Orvieto e dell’Umbria: «Verrebbero annullati gli enormi sforzi fatti negli anni passati che hanno portato, nel 2018, al riconoscimento Unesco del Monte Peglia e del territorio limitrofo come Patrimonio dell’Umanità».

Parco fotovoltaico sul monte Peglia I primi cittadini Gianluigi Maravalle, Valentino Filippetti e Marsilio Marinelli, spiegano che il progetto è stato presentato dalla Ecg Umbria srls su terreni dell’azienda Borgo San Faustino, con l’impianto che avrebbe una potenza di 34.200 kw. Ma il punto dei sindaci non ha nulla a che vedere coi dettagli tecnici del progetto, perché «la bocciatura senza esitazione alcuna» deriva dalla collocazione del parco fotovoltaico che il privato intende realizzare «in tre lotti di terreno tra San Faustino e San Bartolomeo, nel comune di Orvieto», ma soprattutto «all’interno del Sistema di interesse naturalistico ambientale Monte Peglia e Selva di Meana (Stina) e della Riserva della biosfera Unesco del Monte Peglia».

Tre sindaci contrari Ricordando anche «i numerosi studi che hanno sempre mostrato la notevole qualità ambientale, faunistica e vegetazionale dell’area», i tre amministratori pubblici paventano «ripercussioni negative che non si fermeranno agli aspetti naturalistici e paesaggistici, ma si estendono agli elementi di natura economica che riguardano le numerose e qualificate attività relative alle produzioni agricole di qualità ed al turismo rurale, che hanno investito in modo consistente sul territorio in ragione proprio della sua vocazione rispettosa dell’ambiente», fermo restando il timore che il parco fotovoltaico possa rappresentare «un pericoloso precedente». Da qui la «bocciatura senza esitazione alcuna al progetto del fotovoltaico» dei sindaci che «preannunciano anche la formale presentazione di osservazioni nei termini consentiti dalle procedure di  Valutazione di impatto ambientale della Regione Umbria, unendosi al coro di proteste che sta crescendo sul territorio».

Agricoltori italiani Cia Orvieto e Cia Umbria sottolineano, infatti, che l’area su cui dovrebbe sorgere il gigantesco impianto fotovoltaico è inserita nella zona riconosciuta a tutti i livelli di pianificazione territoriale, naturalistico e agricolo, tra le Aree Naturali Protette, zone speciali di conservazione della Rete Natura 2000. Ci chiediamo come sia possibile che ancora nessuna istituzione pubblica sia intervenuta per bloccare questo scempio, e lanciamo un appello, unitamente al ‘Comitato Tutela Monte Peglia’, al Comune di Orvieto perché fermi al più presto l’avvio dei lavori, prendendo coscienza delle proprie responsabilità. Ribadiamo che con la realizzazione di un mega impianto fotovoltaico molti terreni produttivi, destinati all’attività agricola e agrituristica, perderebbero la loro attuale destinazione d’uso. La Cia di Orvieto ha aderito a tutte le iniziative messe in campo fino ad oggi per contrastare la realizzazione del mega impianto fotovoltaico e continuerà a sostenere chiunque voglia fermare questo inopportuno progetto.

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