di Francesca Marruco
La misura della felicità dei vincitori si tocca con mano in piazza del Popolo a Todi. Carlo Rossini, che a stento riesce a trattenere il sorriso che continuamente gli appare in volto, viene accolto da un applauso scrosciante e da infiniti abbracci. I sostenitori del neo sindaco sono euforici. Tra «Bella Ciao» e « chi non salta un fascista è..» festeggiano la «liberazione» dall’amministrazione di centrodestra.
Chi festeggia Tra bandiere tricolore, del Partito Comunista, dei Giovani Democratici, del Partito Socialista e del Partito Democratico, si nascondo quelli che con Carlo Rossini hanno lavorato, lottato e sperato fino all’ultima scheda. La piazza non è piena neanche a metà. La mente corre al fiume di gente che si era riversato in centro per la vittoria di Antonino Ruggiano. Ma la gioia è tanta e non importa che a festeggiare siano in 100, 1000 o un milione. Hanno vinto. Carlo Rossini lo aspettava da cinque anni.
«Fatto!» E non mancano le battute e le provocazioni sui cinque anni passati con la guida di Antonino Ruggiano. Un membro del comitato Carlo Rossini sindaco, rivolgendosi a un giornalista dice: «Per domani il titolo te lo do io: vincere le elezioni? Fatto». Alludendo ai manifesti fatti dall’amministrazione Ruggiano in cui, sulle foto delle opere eseguite, scrivevano appunto «Fatto!».
Le lacrime dei dirigenti Carlo Rossini ha lavorato nell’ombra. Sostenuto da una solida base di partito che non ha mai smesso di sperare. Ha tessuto le trame di quella che appare una vera e propria squadra pronta a lavorare gomito a gomito guardando più alle cose in comune che alle divergenze. Quanto qualcuno ha voluto questa vittoria, si vede sui volti rigati dalle lacrime di qualche dirigente storico del Pd di Todi. Una vittoria cercata e alla fine trovata.
«Sono veri?» Una manciata di passi più avanti c’è il comitato di Antonino Ruggiano. Visti da lontano i suoi sostenitori sembrano immobili coi tricolori in mano mossi solo dal vento. «Andate a vedere se sono veri che da qui sembrano statue!» ironizzano i sostenitori di Rossini mentre aspettano il suo arrivo dopo la chiusura dei seggi e lo spoglio.
Il bambino e il sidecar Una donna si avvicina con un bambino a Carlo Rossini e gli dice «Mio figlio vorrebbe il sindaco». «ciao sindaco!» fa il piccolo in mezzo al frastuono delle sirene e degli applausi. Il neo sindaco sale le scale del municipio, per la prima volta da primo cittadino, dopo essersi concesso un insolito giro d’onore in piazza del Popolo a bordo di un sidecar. «Riportatecelo incolume» ironizza la presidente Catiuscia Marini. Ora si che Rossini deve mettersi davvero a lavorare.

