Claudio De Vincenti a Narni

Doppio appuntamento, mercoledì, per il viceministro allo sviluppo economico Claudio De Vincenti, che ha preso parte a due iniziative del Pd, a Narni e a Terni.

‘Il lavoro prima di tutto’ Il tema dell’iniziativa ternana, ha spiegato Andrea Cavicchioli, capolista Pd alle elezioni comunali, «scaturisce dalla volontà delle istituzioni locali, che sono pronte a fare la propria parte, attraverso uno snellimento della burocrazia e nuove politiche fiscali, pensiamo a una rimodulazione della Tosap e allo spostamento del carico fiscale dall’Imu alla Tasi, che possano sostenere le imprese e l’indotto». Cavicchioli ha poi riproposto «la necessità di utilizzare il principale strumento oggi a disposizione per un intervento del governo sul territorio, rappresentato dal riconoscimento dell’area di crisi complessa»

Tk-Ast Claudio De Vincenti è entrato subito nel tema acciaierie: «Il sottosegretario alla presidenza del consiglio Graziano Delrio ha inviato martedì una lettera al Ceo di ThyssenKrupp, chiedendo un incontro a palazzo Chigi alla presenza delle istituzioni locali. Il tutto avverrà in tempi abbastanza rapidi, tanto che stiamo concordando la data. Questo sarà un passaggio importante per sostenere, dal punto di vista del governo, le priorità rappresentate dallo sviluppo industriale e dalla tutela occupazionale del sito. Il nostro giudizio è che sussistono tutte le condizioni perché Terni possa confermare il suo ruolo centrale nel settore della siderurgia. Al momento ci risulta siano in corso le analisi propedeutiche da parte di TK per la costituzione del nuovo piano industriale».

Sgl Carbon Il viceministro, in precedenza, a Narni per la presentazione della candidatura di Goffredo Bettini alla elezioni europee, aveva anche parlato anche della crisi della Sgl-Carbon: «Ci siamo opposti tanto all’ipotesi chiusura quanto all’avvio della procedure di mobilità e dato vita a una ‘cabina di regia’ che include il ministero, la Regione e la stessa azienda, per valutare congiuntamente le manifestazioni di interesse riguardanti lo stabilimento. Vogliamo monitorare questo processo e fare tutto ciò che serve per assicurare un futuro il più possibile solido. Mercoledì prossimo ci riuniremo di nuovo a Roma per analizzare le prime manifestazioni di interesse, da approfondire. Di sicuro dall’azienda ci aspettiamo un atteggiamento più costruttivo che, finora, non abbiamo riscontrato affatto».

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La chimica Claudio De Vincenti ha parlato anche del polo chimico: «Sul tema abbiamo ricevuto un documento da parte dei sindacati, che hanno posto con forza al governo tutta una serie di questioni. Nei prossimi giorni procederemo con la convocazione di un tavolo specifico. Una delle partite principali è rappresentata dalla cessione delle aree Basell e a nostro giudizio ci sono tutti gli elementi per una conclusione finalmente positiva. Più in generale posso dire che gli interventi infrastrutturali, così come quelli sull’energia e la ricerca che il governo intende realizzare, possono rappresentare un passaggio importante per il futuro di Terni e non solo».

Area di crisi complessa Andrea Cavicchioli ha poi riproposto «la necessità di utilizzare il principale strumento oggi a disposizione per un intervento del governo sul territorio, rappresentato dal riconoscimento dell’area di crisi complessa». Dopo di lui ha parlato il presidente della provincia Feliciano Polli: «C’è preoccupazione per le sorti di Ast che, pur non a breve termine, andrà incontro a una nuova cessione. La stessa chimica è un tema cruciale sul quale non possiamo rischiare di restare al palo”.

Di Girolamo Secondo il sindaco, Leopoldo Di Girolamo, «le vicende del polo narnese non vanno distinte da quelle dell’area ternana. La partita è unica e si gioca anche al di fuori dell’Italia. Per questo è fondamentale avere più voce in capitolo anche in Europa. La nostra città ha caratteristiche uniche nel panorama nazionale, spesso sottovalutate dai media. Siamo la seconda provincia italiana per presenza di startup innovative. Allo stesso modo l’ultimo studio svolto dal Censis ci dice che siamo fra le città – e la maggior parte sono realtà di medie dimensioni dell’Italia centrale – che hanno le caratteristiche giuste per poter intercettare il cambiamento e l’innovazione. È quello che viene definito ‘il vigore industriale’ che non è altro la capacità di stare dentro i meccanismi di cambiamento, una caratteristica che alcuni territori, in ragione della propria storia, delle competenze e delle strutture presenti, hanno più di altri. E noi siamo al nono posto in Italia».

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