Tra le varie ipotesi sul tavolo anche quella di una razionalizzazione della spesa per farmaci (Foto U24)

di Daniele Bovi

Per descrivere lo stato dell’arte il presidente della Lombardia, il «Celeste» Roberto Formigoni, usa una metafora calzante: «Siamo tra Scilla e Cariddi», dove Scilla sarebbe il cittadino costretto a pagare il nuovo ticket da 10 euro sulle visite specialistiche e Cariddi la Regione che taglia fondi da altri capitoli di spesa offrendo così meno servizi. La Cariddi della Regione Umbria, che ha confermato lunedì il suo secco «no» a quello che viene considerato un balzello «iniquo e ingiusto», potrebbe essere quella della spesa farmaceutica. E’ infatti una razionalizzazione del suddetto capitolo di spesa una delle ipotesi circolate lunedì sul tavolo della giunta regionale per cercare di trovare quei milioni di euro  che permetterebbero a palazzo Donini di chiudere i conti in pareggio non facendo così pagare il ticket agli umbri.

Solo un’ipotesi La manovra messa a punto da Tremonti sul punto è chiara: le Regioni hanno sì facoltà di non applicare il ticket, «purché si adottino altre misure di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie equivalenti sotto il profilo del mantenimento dell’equilibrio economico-finanziario e del controllo dell’appropriatezza». E così a palazzo Donini i tecnici sono al lavoro. Le prime simulazioni sono sul tavolo e, come detto, quella di una razionalizzazione della spesa farmaceutica è solo un’ipotesi sulla quale, al momento, nessuna decisione politica è stata presa. Si tratta, insomma, solo di un avvio del ragionamento.

Prime simulazioni «Gli uffici – ha spiegato la presidente Catiuscia Marini – hanno già fatto le prime simulazioni di carattere economico,  in considerazione che il taglio alla spesa sanitaria prodotto dalla manovra in Umbria è di circa sei milioni di euro.  Già oggi all’attenzione della Giunta sono state presentate alcune misure alternative che saranno oggetto di successive e più approfondite valutazioni e di confronto con le altre Regioni, soprattutto con quante, come l’Umbria, hanno i conti in ordine e si sono già espresse per la sospensione del ticket». Martedì, o più probabilmente mercoledì, ci sarà un incontro sul tema con il ministro della Sanità. Lo stesso giorno in cui si riunirà la Commissione Salute della Conferenza delle Regioni dove si aprirà anche un  confronto  sulle possibili misure alternative.

Quanto pesano i farmaci sul bilancio Quanto pesa la spesa farmaceutica in Umbria lo spiega un recente dossier di Farmindustria elaborato sui dati dell’Agenas, l’Agenzia nazionale per la sanità che funge da organo di raccordo tra le Regioni e il Ministero. Nel 2009 la spesa lorda per farmaci è stata di 176 milioni di euro, di cui 159 a carico del Sistema sanitario nazionale. In totale sono state staccate 9,8 milioni di ricette (più 4% rispetto al 2008): cifre che parlano di una spesa netta pro-capite di 176 euro (scesa dell’1,8% rispetto ad un anno prima). Come riportano le tabelle del dossier, nel 2009 sono state fatte 11 ricette per ogni umbro (più 2,9%) per un valore medio di 16 euro (in discesa del 4,6%). L’Umbria è invece la quinta regione d’Italia per quanto riguarda le ricette pro-capite per farmaci rimborsati dietro a Calabria, Basilicata, Puglia e Sicilia: fatta 100 la media dell’Italia, l’Umbria si trova intorno al 120%. Nel 2006 con 172 milioni era stato toccato il picco del decennio, una cifra poi costantemente scesa fino ai 159 milioni del 2009.

Cisl e Cgil plaudono Sul fronte sindacale intanto Cgil e Cisl apprezzano la scelta della giunta regionale di non applicare il ticket: «Riteniamo sacrosanta la decisione della Regione – dice in una nota Mario Bravi, segretario regionale della Cgil – visto che quella introdotta dal Governo è una tassa ingiusta e iniqua che colpisce soprattutto le fasce più deboli e spinge i cittadini verso il sistema sanitario privato». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il segretario regionale della Cisl Ricciarelli che plaude alla scelta della Marini: «Si correggono così – scrive Ricciarelli – gli effetti ingiusti e odiosi che avrebbe rischiato di provocare la manovra finanziaria sul settore della sanità colpendo in modo indiscriminato tutti i cittadini a prescindere dal loro reddito e condizione sociale. Come Cisl proponiamo di compensare i mancati introiti derivanti da tale scelta giusta e opportuna, attraverso un coraggioso processo di riqualificazione della spesa sanitaria e riorganizzazione più funzionale».

LA SPESA FARMACEUTICA NELL’ULTIMO DECENNIO*

2001 165 milioni
2002 166 milioni
2003 157 milioni
2004 164 milioni
2005 166 milioni
2006 172 milioni
2007 165 milioni
2008 160 milioni
2009 159 milioni

*Fonte Agenas

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