Il sindaco di Narni Francesco De Rebotti

«Serve meno di un milione e mezzo di euro per far fronte alle situazioni più critiche dovute al terremoto che nel 2000 colpì le zone di Narni». Fondi che se non arriveranno dal governo «arriveranno dall’assestamento di bilancio da prevedere entro il prossimo giugno». Questo in sintesi il messaggio emerso dall’audizione in seconda commissione regionale del sindaco di Narni Francesco De Rebotti e di alcuni capigruppo consiliari. Sul tavolo dunque la ricostruzione relativa al terremoto del 2000 che ha interessato proprio l’area narnese.

I conti «Per garantire la copertura almeno delle situazioni più critiche serve una cifra inferiore al milione e mezzo di euro». Così il sindaco Rebotti ha fatto il punto rimarcando anche il «finanziamento incompleto relativamente a case totalmente inagibili e non più fruibili. Ci sono cittadini che hanno avuto un trattamento diverso rispetto ad altre analoghe situazioni presenti nel territorio regionale».

La soluzione Il presidente della commissione Eros Brega del Pd ha ricordato l’iniziativa unanime della commissione per «impegnare la giunta ad intervenire sul governo per la predisposizione di azioni utili al completamento della ricostruzione relativa ai terremoti post ‘97, tra i quali, Narni, Marsciano e Castel Giorgio». In sostanza, l’auspicio della commissione è che il governo permetta l’utilizzo delle risorse in avanzo, stimate in circa 215 milioni di euro, previste per la conclusione della ricostruzione del 1997.

Piano B «Se l’azione politica della Regione sul governo non porterà ai risultati sperati – ha spiegato Brega –  in fase di assestamento di bilancio, cioè entro il prossimo mese di giugno, proporrò ai membri di questa commissione di predisporre un emendamento per la previsione di risorse regionali per far fronte a quanto richiesto e necessario per questa situazione».

La storia Il quadro storico-analitico della ricostruzione post sisma è stato tracciato dal dirigente del settore ‘Gestione e organizzazione del territorio’ del Comune di Narni, Antonio Zitti. È intervenuto anche il capogruppo comunale di Forza Italia, Sergio Bruschini che ha evidenziato come, tra l’altro, l’emergenza sia «aumentata anche alla luce degli ultimi eventi sismici che hanno portato ad un aggravamento reale. Ci sono cittadini – ha detto – che hanno già prodotto interventi meritevoli con proprie risorse e che attendono risposte  concrete in proposito».

Il sindaco di Narni «Abbiamo compiuto un passaggio definitivo e conclusivo – dice il sindaco Francesco de Rebotti commentando l’esito dell’incontro di ieri in commissione regionale sui fondi per il terremoto del 2000 – un incontro positivo che ci lascia ben sperare per il riconoscimento del diritto di parte dei nostri cittadini nel veder riconosciuto il contributo a fronte dei danni subiti nel passato». De Rebotti sottolinea anche «l’apporto importante fornito dai capigruppo del Consiglio comunale e dai consiglieri presenti per ribadire la necessità della copertura finanziaria degli interventi privati sulle abitazioni post sisma, a partire dalle situazioni più critiche».

I consiglieri A seguire la relazione poi gli interventi dei vari consiglieri della commissione. «La scorsa settimana – ha spiegato Claudio Ricci (Rp) – abbiamo approvato il quadro normativo post sisma ’97, una ricognizione complessiva della situazione con l’obiettivo di capire e conoscere le risorse libere per riassegnarle ad altri interventi relativi allo stesso sisma. Le norme non prevedono infatti il loro utilizzo per altri sismi successivi. Quindi la Regione dovrà intervenire in sede governativa per avere una deroga utile all’utilizzo di queste risorse per altri sismi successivi». «Stiamo parlando di cifre modeste – ha detto Andrea Liberati del Movimento Cinque Stelle – che, senza attendere oltre, la giunta potrebbe anticipare verso chi le ha già anticipate personalmente. Dove trovarle? Ad esempio aumentando i canoni relativi alla centrale idroelettrica operante in quel territorio. Sottolineo anche che la giunta regionale sta smantellando, invece di consolidarlo, vista la sua importanza per il territorio, l’Ufficio terremoto di Terni». Silvano Rometti (Socialisti) ha spiegato che «quando abbiamo approfondito la chiusura della ricostruzione del sisma 1997 tutti auspicavamo di poter chiudere anche quella di Narni, Marsciano e Castel Giorgio, ma le risorse, come abbiamo appurato, non erano e non sono attualmente trasferibili. Il nostro impegno sarà dunque quello di intervenire unitariamente per chiedere al governo una deroga in proposito. Mi preme ricordare che sulla questione ho presentato, circa un anno fa, una interrogazione su cui la presidente Marini, vista la limitatezza delle risorse, non escluse, in ultima analisi, di anticipare le risorse attraverso il nostro bilancio regionale». Per chiudere Gianfranco Chiacchieroni (Pd), il quale ha spiegato che «sono stati presentati ed approvati dall’aula la scorsa settimana ordini del giorno in proposito e nelle parole finali c’è stato l’impegno preciso e totale della presidente Marini a farsi carico delle questioni rimaste aperte».

 

 

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