Moreno Francesconi, la vittima

Andrea Liberati, capogruppo dei 5 Stelle in Regione, chiede con un’interrogazione di fare il punto della situazione sul caso Moreno Francesconi, il vigilantes che morì nella notte tra il 29 e il 30 dicembre del 2012 a 57 anni, colpito da un malore mentre effettuava il turno di notte al Centro multimediale di Terni. Dopo l’avvio delle indagini, il figlio Niccolò aveva chiesto ripetutamente di far luce sulla vicenda, Gianluca Cirignoni aveva presentato un’interrogazione in Regione per stabilire le responsabilità e la Questura di Terni indagava per esercizio abusivo sull’attività dell’agenzia di vigilantes, la Athena scrl. Oggi, Liberati chiede come la Regione si stia comportando nella vicenda.

Le premesse A spingere il portavoce pentastellato a rivolgersi alla Giunta regionale sono diverse motivazioni, prima fra tutte il desiderio di fare luce sulla vicenda, capendo lo stato di avanzamento delle indagini. Poi, come si legge nell’interrogazione, ci sono altre premesse: una è che all’epoca dei fatti, gli stabili del Cmm, ora di proprietà del Comune di Terni, erano gestiti dalla partecipata regionale Usi spa; l’altra è che a marzo 2014 il consiglio comunale aveva presentato un’interrogazione per comprendere i risvolti della vicenda, interrogazione rimasta senza risposta; infine, a dare ancora più forza alle richieste c’è il fatto che sulla morte di Francesconi ci fu mancanza di un soccorso tempestivo, a causa di un turno di notte di 12 ore per il quale non era prevista una centrale operativa.

L’interrogazione E anche le richieste del consigliere regionale, su cui si attende «puntuale informazione», sono più di una. Intanto, come si legge nel documento, capire se la Giunta regionale abbia mai incontrato i parenti della vittima, «considerando le loro molteplici richieste di colloquio attraverso numerose raccomandate». Poi, si chiede se l’amministrazione regionale abbia verificato le motivazioni per le quali la società di vigilantes operava nel luogo, visto che, «a quanto risulta, non aveva la licenza e il decreto prefettizio per esercitare l’attività di vigilanza privata». Liberati chiede quindi come si sia giunti all’affidamento dell’appalto dei servizi di vigilanza notturna negli stabili del Cmm da parte di Usi spa alle società che vi hanno operato fino al 2013 compreso e se risponda al vero che poco dopo la morte del Francesconi le stesse ditte abbiano perso l’appalto. Infine, si chiede alla Giunta regionale se sia a corrente del fatto che «mentre i parenti della vittima stanno reiterando in tutte le sedi la propria legittima pretesa di giustizia, registrano viceversa un clima di palese indifferenza da parte dell’Ente e quindi se vorrà attivarsi per accertare tutti gli aspetti della triste vicenda rispondendo a tutte le questioni.

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