di Marco Torricelli
Una cosa è certa. La faccenda promette di farsi – per gli amanti del genere – divertente. Il sindaco uscente, Leopoldo Di Girolamo, ha deciso di prendersi di petto, direttamente, uno dei competitor nella corsa che – nelle sue aspettative – dovrebbe portarlo alla conferma a palazzo Spada. E così tra Di Girolamo e Todini è subito ‘botta e risposta’, con una terza voce che si inserisce, quella di Paolo Crescimbeni.
Di Girolamo Secondo il sindaco uscente, «nel suo programma elettorale il candidato del Cammello dice di voler mettere a disposizione di Terni l’esperienza trascorsa ai vertici amministrativi della Regione Umbria. Sinceramente, di questa lunga esperienza professionale, durata ben 38 anni, la nostra città ricorda poco o nulla. E non per un problema di ‘memoria corta’. In tutto questo tempo non ci risultano atti, impegni né alcun interesse verso le tante questioni che hanno riguardato la nostra città, nonostante la funzione apicale ricoperta per anni nella massima istituzione regionale».
«Programma disomogeneo» Lo stesso programma elettorale, «di cui abbiamo potuto prendere visione – dice ancora il sindaco uscente – appare come un insieme disomogeneo di proposte, a volte astrattamente condivisibili e in molti altri casi banali o fuori dalla realtà. Poche le idee concrete, peraltro già avviate dalla nostra amministrazione».
La Regione Come nel caso, secondo Di Girolamo, «del ‘nuovo’ ospedale Santa Maria: insieme alla ‘vituperata’ Regione e ai parlamentari del territorio, abbiamo reperito le risorse per avviare il restyling della struttura. A partire dai primi 3,6 milioni di euro già finanziati dal governo». In merito al rapporto con la Regione Umbria, «vale la pena ricordare come un terzo degli investimenti fatti dal Comune di Terni in questi anni – fra cui il Pit della stazione ferroviaria, la Maratta-Gabelletta e il nuovo acquedotto di Scheggino – siano stati già finanziati attraverso fondi regionali».
Todini Secondo il candidato sindaco de ‘il Cammello’, invece, «è sintomatico dell’ignoranza che governa questa città se un sindaco, nonché ex senatore della Repubblica, che quindi si presume abbia frequentato le aule del senato, non conosca o faccia finta di non conoscere la differenza che c’è tra il ruolo del politico che prende le decisioni con quello di un dirigente, seppure apicale, di un’assemblea legislativa. La mia missione come segretario generale del consiglio regionale era quella di supportare l’assemblea legislativa nelle sue prerogative».
Il curriculum A Di Girolamo, Todini manda a dire che «se avrà la compiacenza di leggersi il mio curriculum, il sindaco potrà ben comprendere quello che ho fatto per il consiglio regionale e quindi per l’Umbria intera, compresa Terni. Ho realizzato in anni non sospetti servizi di partecipazione attiva con i cittadini, di inclusione sociale, di trasparenza che hanno fatto assurgere l’Umbria come prima regione in Italia e anche in Europa sul fronte della democrazia in rete. Tutti questi servizi hanno vinto premi a livello nazionale e riconoscimenti a livello internazionale. Vorrei concludere dicendo che se la conoscenza è il presupposto dello sviluppo, questa amministrazione dimostra di essere completamente inadeguata».
Crescimbeni Senza nominarlo, ma il riferimento è di un’evidenza solare, anche Paolo Crescimbeni si ‘dedica’ a Todini: «Qualcuno parla incessantemente di un argomento, forse a lui caro, quello delle poltrone e delle relative promesse. Se si riferisce alla mia persona, come qualcuno ha interpretato, cadrebbe nel ridicolo. Nel mio ufficio ci sono solo sedie, sedie di lavoro e non poltrone, nell’ufficio del Sindaco sarà la stessa identica cosa. Solo chi chiacchiera poco e si rimbocca le maniche, seduto o meno che sia, vi avrà accesso».
L’appello Il candidato sindaco del centro destra, poi, ribadisce l’appello «a tutte le mini-liste, che animano la scena di quanti si oppongono all’attuale amministrazione», a fare «la sola cosa che possa renderle credibili, pur mantenendo ognuna la propria specificità: collegarsi tutte in un’unica coalizione per il cambiamento e il rinnovamento della civica amministrazione e quindi della nostra città»
