Uno dei totem già installati

di Marco Torricelli

Il tema ‘ambiente e qualità dell’aria’ irrompe con fragore nella campagna elettorale in corso a Terni, con i vari competitors che si scagliano, con toni più o meno accesi, contro il sindaco uscente. Che replica.

Il M5S C’è chi, come il Movimento 5 Stelle, se la prendere con il «sindaco-medico, che ha ha affermato che ‘non esiste alcuno studio che metta in relazione l’inquinamento con le patologie tumorali’, ma l’assurdità delle sue affermazioni è attestata dallo studio coordinato dal Centro di ricerca danese sul cancro, pubblicato la scorsa estate sulla rivista Lancet, che ha evidenziato su un campione di 313 mila persone un incremento del rischio di tumore al polmone del 18% ad ogni aumento di 5 μg/m3 di pm 2,5 e del 22% a ogni aumento di 10 μg/m3 di pm10, annoverando una volta per tutte l’inquinamento dell’aria, anche in concentrazioni normali, come causa diretta del tumore al polmone».

Democrazia diretta Secondo la lista civica, il sindaco «dovrebbe chiedere scusa ai malati di tumore» e lo accusa di trincerarsi «dietro le classifiche fasulle ‘concordate’ con Legambiente. Questo atteggiamento del sindaco su questo tema è da condannare due volte: come sindaco perché non ammette le proprie responsabilità e colpe nell’aver permesso la riattivazione di due inceneritori in un’area, quella della conca ternana già inquinata e non adatta ad accogliere impianti del genere; come medico perché di fronte alla sofferenza di tanti concittadini dovrebbe almeno portare rispetto, conforto e speranza, invece si blinda dietro alla negazione dell’evidenza».

Il centro destra Nei confronti del sindaco uscente si era anche levata la voce del centro destra: «Da una parte confida – era stato fatto notare – che ‘il Comune ha competenze limitate sul tema dell’ambiente’ e dall’altra, incentra il suo programma per il prossimo quinquennio sulla ‘convivenza possibile tra sviluppo e ambiente’ e annuncia che, se sarà rieletto, renderà compatibili le due cose, senza spiegarci cosa abbia fatto finora al riguardo».

Di Girolamo Il sindaco uscente, però, non ci sta e replica deciso: «Quando si parla di ambiente non ci si può basare solo sulle impressioni. Abbiamo reagito, e continueremo a farlo, ogni volta che si farà un uso allarmistico e strumentale dei dati. Ricordo ancora la polemica sullo studio ‘Sentieri’ dell’istituto superiore di sanità – dice Di Girolamo – che escludeva una relazione chiara e netta fra le neoplasie registrate sul territorio e la presenza dell’industria siderurgica e delle sue discariche. Allo stesso modo oggi c’è chi parla di aumento del numero dei tumori al polmone, ricollegandolo alla presenza di metalli pesanti nell’aria».

I dati Su questo, prosegue il sindaco, i dati della conferenza provinciale ‘ambiente e salute’ del 2013 affermano che il trend degli ultimi 15 anni per i tumori al polmone – misurato attraverso il registro tumori che viene aggiornato per ogni diagnosi di malattia neoplastica – è in linea con il dato nazionale che vede un calo negli uomini e un incremento nelle donne, dovuto principalmente al fumo. Il numero complessivo dei malati negli ultimi anni è aumentato perché è migliorata, e non di poco, la capacità di diagnosi così come la sopravvivenza. E questo grazie anche a strutture ospedaliere come quella di Terni, all’avanguardia e con il 30% dei pazienti provenienti da fuori regione».

Il negazionismo Quello di voler negare qualcosa, conclude Leopoldo Di Girolamo, «è un metodo non ci appartiene e sappiamo che c’è ancora molto da fare. Ma se dal 1997 ad oggi Terni è passata dal 79° al 28° posto nella graduatoria relativa alla qualità ambientale, forse un po’ di merito va anche a chi ha governato la città. Quando si parla di salute bisogna essere oggettivi e corretti, evitando di prendere riferimenti di comodo o sparare dati a caso. La nostra idea è quella di una eco-municipalità in cui tutela dell’ambiente e assetto industriale vanno di pari passo. Mettere questi due aspetti in contrasto, sempre e comunque, non ha senso. Perché vanno salvaguardati entrambi e perché oggi, grazie anche ad agevolazioni fiscali e bandi pubblici, avere un’impresa ‘verde’, in grado di proporsi positivamente sul piano ambientale, conviene. Anche dal punto di vista economico. Ed è proprio su questo che vogliamo investire».

I totem Stanno per entrare in funzione, intanto, i quattro totem già installati – in biblioteca, in Provincia e in due centri commerciali, l’Ipercoop e il Polo (il quinto andrà al Leclerc) attraverso i quali, spiega il direttore dell’Arpa di Terni, Adriano Rossi, sarà possibile  per i cittadini interagire con il sistema e verificare le emissioni di cinque forni della Tk-Ast, dell’inceneritore di Aria e delle tre centraline che monitorizzano la qualità dell’aria».

Le emissioni L’obiettivo dell’Arpa, dice Rossi, fin dal 2007 è stato quello di riuscire ad avere un quadro il più possibile esatto di quelle che fossero le emissioni in atmosfera, anche con un campionamento in continuo delle diossine». Un risultato che, al momento non è stato ancora raggiunto, «ma è stato prescritto un sistema di campionamento che analizza una parte delle emissioni dai camini, le accumula e analizza. Su questa partita ci assiste l’istituto Mario Negri di Milano, per taratura e certificazione  dell’emissione delle diossine. Il sistema è in corso di taratura e sui touch screen avremo il dato preciso. Se sarà elevato, avvertiremo l’autorità sanitaria». Il sistema, garantisce Rossi, «è praticamente pronto ad entrare in servizio: dobbiamo solo decidere, insieme alle istituzioni, quando accenderlo».

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One reply on “Terni verso le elezioni, si litiga sull’ambiente: saranno pubblici i dati sull’inquinamento”

  1. Magari decidere anche come rendere il tutto disponibile come Open Data, che ormai è obbligatorio.

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