di Marco Torricelli
La prima notizia è che «non ci sarà una nuova lista civica, perché i nostri candidati saranno inseriti in quella del sindaco uscente». La seconda, che poi è una conferma, è che ‘Scelta civica’, in Umbria – dove ha «37 iscritti, 30 a Terni e 7 a Perugia» – di fatto è ormai divisa in due. Ma con possibili sorprese.
Lo strappo Massimo D’Antonio, consigliere provinciale di Scelta civica e promotore dell’iniziativa che ha portato alla nascita di ‘Scelta laica per Terni dinamica’ – in aperta polemica con la segreteria regionale e quella provinciale di ‘Scelta civica’ – taglia corto su numeri e progetti: «Il numero degli iscritti al partito, in Umbria, lo confermo: è di 37. Dei 30 iscritti ternani, 26 hanno deciso di stare dalla nostra parte». Che poi è quella annunciata: «Vogliamo dare un contributo di idee alla prossima amministrazione comunale e lavoreremo perché alla guida ci sia ancora Leopoldo Di Girolamo».
Niente lista E se lo dice lui, che viene considerato l’autentico spin doctor del sindaco uscente, c’è da crederci: «Tanto è vero – chiarisce D’Antonio – che non ci sarà nessuna nostra lista, ma i nostri candidati – di sicuro ci saranno lui ed Elisabetta Bugliotta – saranno inseriti in quella del sindaco uscente e noi puntiamo a farne eleggere almeno uno in consiglio comunale». Lista del sindaco che, si dice, potrebbe a sua volta dare origine a due formazioni distinte: ‘Progetto Terni’ da una parte – magari con Giuseppe Mascio e Giuseppe Boccolini – e ‘Cittaperta’ dall’altra, con loro ed altri.
Il programma Tra i tredici punti «del programma che abbiamo stilato e già posto all’attenzione delle altre forze di coalizione», spiccano la «necessità di insistere per il riconoscimento dello stato di area di crisi complessa» e «lo stop all’ampliamento della discarica di Villavalle verso la cascata delle Marmore»; ma anche «la dismissione della ex Foresteria della società Terni e di Villalago, per ottenere risorse da utilizzare nella realizzazione di due nuove scuole materne».
Altri punti A conferma della scelta decisamente laica, poi, nel programma si parla di «chiudere la stagione della commistione e delle ingerenze sulla vita civile della città tra l’amministrazione comunale e le istituzioni religiose», perché «la religione cattolica è solo una di quelle presenti in città». Ma anche di «creare un registro comunale per le coppie di fatto, omo ed eterosessuali»; di riaprire il dibattito «sul registro dei testamenti biologici», che l’attuale consiglio comunale ha bocciato; «di istituire la sala per il ‘commiato laico’ dai defunti e di realizzare il forno crematorio per chi decide di percorrere quella strada».
Le imprese Una ‘battaglia’ che si impegnano a combattere, poi, la illustra Paolo Massarelli: «Vogliamo fare in modo che si raggiunga una reale e giusta perequazione tra i valori delle aree che il Comune può mettere a disposizione per nuovi insediamenti. Una pratica già adottata in altre realtà, dove è previsto un indice di valore medio, e che permetterebbe agli imprenditori di sapere con precisione cosa, come e con quale impegno, può essere realizzato in una determinata zona della città».
Comune ‘esteso’ Tra i progetti, poi, c’è «quello di arrivare alla costituzione di un Comune di più ampie dimensioni, attraverso la fusione con quelli di Narni, San Gemini e Stroncone», mentre più in piccolo c’è «la sicura abolizione dell’assessorato agli ‘eventi valentiniani’, la cui presenza è inspiegabile ai più».
E gli altri? Sul futuro Massimo D’Antonio è tranchant: «So che la minoranza del partito sta confluendo sulla candidatura del professor Dario Gauardalben (mercoledì pomeriggio ci sarà la presentazione ufficiale; ndr), che umanamente comprendo, ma politicamente un po’ meno. Perché mi chiedo che senso abbia andare da solo per poi, magari, cercare un accordo con Di Girolamo in cado di ballottaggio».
