di Marco Torricelli
I suoi telefoni sono stati spenti a lungo. O, almeno, quelli i cui numeri sono conosciuti dai comuni mortali. Ma alla fine la perseveranza viene premiata. E Dario Guardalben risponde. Cortese, come sempre.
Lista civica Cortese, ma – ça va sans dire – evasivo il giusto: «Mi chiedi una conferma ufficiale che, al momento – dice Guardalben – proprio non posso darti. Di sicuro ci sto pensando e ci stiamo lavorando, ma credo che sarebbe meglio se potessimo risentirci all’inizio della prossima settimana». Ci ‘state’ lavorando? «Sì, ci sono delle persone che si sono dette interessate alla ‘buona politica’ che è alla base della mia iniziativa e credo che nella nostra città ce ne sia bisogno». Con una tua (Umbria24 lo aveva ipotizzato, quando Forza Italia lo aveva ‘scaricato’; ndr) lista civica? «Forse, ma ti ripeto- Guardalben è gentilissimo, ma distante – che forse è meglio risentirci».
Scelta civica Le ‘persone’ a cui fa riferimento Guardalben – che era uscito allo scoperto quando esisteva ancora il Pdl – sono, tra le altre, quelle che – a Terni – si riconoscono nella ‘linea’ di quella componente di Scelta civica che fa riferimento al partito nazionale e che, hanno annunciato Mariano Rabino, responsabile nazionale per gli enti locali e Michele Ricciardi, segretario regionale del partito «si presenterà una lista che sosterrà un candidato sindaco diverso da Di Girolamo». I due, peraltro e la cosa somiglia decisamente ad una scomunica per i dissidenti ternani, invitano «tutti i mezzi di informazione a non cadere in errore nel qualificare come appartenenti a Scelta civica formazioni che invece non la rappresentano». Ma non solo loro.
Malumori Perché il fatto che Dario Guardalben – che non ha certamente gradito il fatto di essere stato messo da parte da quella stessa Forza Italia che, invece, gli aveva fatto credere di essere con lui – sarà della partita, a Paolo Crescimbeni – ma forse anche a Franco Todini – la cosa potrebbe creare più di qualche grattacapo: «La sua presenza rischia di diventare un, certamente involontario – dice chi, nel centro destra, è piuttosto esperto nella ‘conta segreta’ dei voti – favore alla candidata grillina e le potrebbe spianare la strada verso il ballottaggio con il sindaco uscente».
L’altra ‘Scelta civica’ Malumori ancora più forti, invece, sono quelli che si registrano dentro Scelta civica: «Come preannunciato da tempo – dice Massimo D’Antonio – si consuma lo strappo tra il gruppo territoriale ternano da una parte e la direzione perugina con i due parlamentari romani dall’altra. Il gruppo ternano che è maggioritario in Umbria ha democraticamente già scelto come schierarsi a Terni e quale candidato appoggiare, ritenendo che la decisione su Terni riguardasse solo gli iscritti ternani e non quelli perugini, con la Galgano o addirittura la Lanzillotta da Roma».
Strade separate I ternani, insomma, non appoggeranno «la candidatura del professor Guardalben. Comprendiamo umanamente la sua voglia e ambizione di essere della partita a prescindere, stimandolo comunque, gli facciamo i migliori auguri per il suo tentativo con i suoi nuovi compagni di viaggio – dice D’Antonio – e con la speranza per lui che non siano solo un simbolo vuoto. Ma tant’è. L’offerta elettorale per i nostri elettori raddoppia e ne saranno contenti. Ci sono ora a Terni due Scelte civiche, una ternana e una d’importazione. Ma che rappresentano anche due mondi diversi. Quello laico riformista e quello cattolico conservatore».
Con Di Girolamo Loro, i ternani di Scelta civica, sono «decisamente per il primo, quello di ‘Terni dinamica’ e i nostri punti programmatici sono già stati discussi con il nostro candidato a sindaco Leopoldo Di Girolamo. Noi crediamo – è l’affondo – che se pensano che Terni si scappelli alle decisioni imposte da qualche notabile abbiano fatto assai male i conti. Non hanno capito nulla dello spirito di questa città ed è ovvio perché nulla hanno a che vedere con essa». E, su tutto, aleggia la ‘domanda delle cento pistole’: chi appoggerà la massoneria?
