di Fra. Man. e M. To.

Prosegue, a tappe forzate, la marcia di avvicinamento dei – tanti – candidati ternani al consiglio comunale e dei dodici aspiranti sindaci che sono da loro supportati. Due le liste – sulle 23 che saranno presenti sulle schede elettorali – che si sono presentate nella mattinata di giovedì.

‘Progetto Terni’  La prima è stata la lista civica ‘Progetto Terni’, già a fianco del candidato sindaco Leopoldo Di Girolamo nella tornata elettorale del 2009, insieme a ‘Città aperta’: «Allora prendemmo 3600 voti, con l’elezione di 2 consiglieri comunali. Stavolta corriamo da soli, al di fuori di tutte le logiche partitiche», tengono a precisare dalla direzione. Ora la decisione di ripresentarsi alle amministrative del prossimo 25 maggio, con Giuseppe Mascio – già assessore regionale ai trasporti e d ex dei Comunisti italiani – come capolista, e alcuni esponenti della consigliatura in via di conclusione come l’assessore Luigi Bencivenga e  il consigliere Giuseppe Boccolini, «ma ci sono molte facce nuove, giovani imprenditori e lavoratori, 12 donne, e l’età media dei candidati è di 46,75 anni», precisano.

Il programma I principali obiettivi della lista riguardano il lavoro e la sanità. «Al primo punto c’è la creazione di Terni lab, un laboratorio per lo sviluppo dell’auto-imprenditorialità e la nascita di nuove imprese, da localizzare nei locali dell’ex facoltà di scienze della formazione, assegnati in comodato tramite un bando comunale. Poi chiediamo l’azzeramento delle tasse di pertinenza comunale per le nuove partite iva, le nuove imprese e per quelle che assumono lavoratori, l’istituzione di fondi speciali a supporto dei cittadini in difficoltà, la riduzione dei tempi di attesa degli esami diagnostici con l’uso dei macchinariin dotazione all’asl 24 ore su 24, con l’assunzione a tempo di determinato di tecnici specializzati. Infine, proponiamo l’apertura regolamentata della ztl per favorire i commercianti e rivitalizzare il centro cittadino, la ristrutturazione degli edifici scolastici, il potenziamento del trasporto pubblico urbano e la realizzazione di un palazzetto dello sport che favorisca sinergie anche in campo turistico».

‘Terni verde’ «L’unica vera lista civica della città è la nostra», lo sottolinea  Francesco Bartoli, già candidato sindaco per Democrazia diretta e deus ex machina di ‘Terni verde’, altra compagine elettorale presentata ufficialmente giovedì mattina e arrivata compatta a palazzo Spada in bici. Giovanissimi gli aspiranti consiglieri – l’età media in questo caso è di 34 anni – a cui è spettato il compito di presentare il programma elettorale, incentrato su tutela dell’ambiente e iniziative rivolte alle nuove generazioni.

Ecologia Al primo posto la diminuzione dell’inquinamento cittadino, tramite l’adesione alla strategia ‘rifiuti zero’ e la riduzione del traffico veicolare tramite l’apertura di una zona pedonale effettiva, con parcheggi e mobilità alternativa, e la creazione di piste ciclabili. «Un’iniziativa immediatamente cantierabile a costi praticamente nulli – ha ricordato Fabrizio Errico (21 anni appena, ndR) – semplicemente togliendo le strisce blu da un lato delle principali vie di accesso al centro (viale della stazione, via Mazzini, viale Cesare Battisti e corso del Popolo)». Restando in tema ‘ecologico’, la lista chiede inoltre «l’adozione di un bilancio verde, la tutela del patrimonio arboreo pubblico mediante la piantumazione di un albero per ogni nuovo nato, e l’adozione di un regolamento urbano del verde per la salvaguardia dei parchi e degli alberi secolari, con un catasto aggiornato. Il comune non deve favorire il consumo del territorio con nuove cementificazioni ma recuperare le aree esistenti, e dire no a nuovi interventi come la costruzione del nuovo centro commerciale a Cospea e il relativo cavalcavia: un’opera inutile, costosa e devastante per l’ambiente».

Confindustria Sulle prossime elezioni amministrative interviene anche il presidente della sezione di Terni di Confindustria Umbria, Stefano Neri, che indica ai candidati a sindaco per il Comune di Terni quelle che sono le priorità per gli industriali: «Chi sarà deputato a governare la nostra città – dice Neri – deve tenere a mente che l’identità di Terni è intimamente connessa alla sua vocazione industriale che ne ha caratterizzato la storia e che è l’unica strada per riconquistare un ruolo da leader nel prossimo futuro».

I punti Secondo Stefano Neri sono sei i punti programmatici quali cardini di una visione strategica di crescita: «la ‘cultura d’impresa’, perché la sensibilità diffusa verso l’attività produttiva e l’industria hanno bisogno di un’azione di sistema per rivederne i presupposti, mobilitando le energie del territorio per il sostegno alla nascita di nuove attività d’impresa»; il ‘Business and trade center’, «un centro di affari e commercio aperto agli scenari globali che fornisca servizi avanzati capace di promuovere strategie di internazionalizzazione del business per le imprese e di attrarre investimenti diretti esteri e investimenti all’interno di gruppi integrati»; la ‘finanza’, «con la necessità di individuare nuovi strumenti di finanziamento per le imprese, tipo le Società di gestione del risparmio (Sgr)»; le ‘verticalizzazioni’, «perché l’esistenza sul territorio di ‘giacimenti’ di semilavorati di dimensione europea può consentire lo sviluppo di nuove imprese in grado di intercettare la domanda di nuovi prodotti di qualità, verticalizzando materiali speciali e intercettando nicchie competitive»; il ‘welcome Terni’, «cioè una città attrattiva per le multinazionali e per le imprese globali estere che intendono insediarsi sul territorio, aumentando e qualificando i servizi materiali e immateriali, e incrementare le opportunità per le aziende locali di aprirsi ai mercati internazionali, agevolando il trasferimento di competenze e di esperienze dalle industrie insediate»; ‘ambiente’, «cioè puntare alla sostenibilità ambientale, quale fattore competitivo nel mercato globale. Il Comune deve facilitare il rispetto delle normative in materia di ambiente e coordinarsi con gli enti preposti al controllo, per evitare inutili quanto costose duplicazioni dell’attività amministrativa».

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