Una protesta contro gli inceneritori

di Marco Torricelli

Pesante. Mica tanto l’aria, visto che di questo si parlava nel consiglio comunale di mercoledì, ma la discussione che, intorno ad essa si è sviluppa. Per così dire. Alla fine, però, di fatto resta tutto come prima. E non poteva essere altrimenti: il termovalorizzatore Aria Spa resta in funzione, almeno fino al 2016, mentre tutti si dicono pronti a lavorare per ridurre al minimo i fattori di inquinamento. Sul come fare ci sono idee diverse e pure molto. Ma tant’è.

Sette atti Tanto per cominciare ognuno voleva ‘marcare il territorio’ e, così, sono stati ben sette gli atti di indirizzo presentati. Il comune denominatore era uno: nuovi inceneritori non se ne fanno. E fino a qui, appunto, tutti d’accordo. Poi, però – sembra proprio non se ne possa fare a meno – è stato tutto un susseguirsi di distinguo. Così si andava da richieste più meno simili le une con le altre: una modifica del piano regionale con il superamento dell’incenerimento e puntare sulla strategia ‘rifiuti zero’, il riuso e la differenziata, fino a quella, decisamente più radicale, della Federazione della sinistra, nella quale si chiedeva, di fatto, lo spegnimento del termovalorizzatore al momento funzionante, quello di Aria Spa.

Il sindaco Il dibattito è andato avanti fin dopo le 20 e il sindaco Di Girolamo ha ricordato che il comune non ha nessuna possibilità di intervento nei confronti del termovalorizzatore esistente, che è in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie al funzionamento e che l’unico impegno che è possibile assumere è quello di cercare una strategia alternativa nel 2016, quando sarà scaduta l’Autorizzazione integrata ambientale. Fermi restando, ha ribadito il sindaco, tutti gli impegni già assunti nei confronti delle politiche tendenti a ridurre al minimo possibile le emissioni inquinanti.

La mediazione Prima del voto c’è stato il tentativo – in considerazione del fatto che tutti e sette gli atti di indirizzo convergevano almeno sulla necessità di puntare sulla strategia ‘rifiuti zero’ – di farli confluire in un atto unitario. Ma Leo Venturi, di Terni Oltre, ha chiesto che, almeno il suo fosse votato separatamente e Mauro Nannini, pur dichiarandosi disponibile a far confluire il suo in quello del centro-sinistra, ha ribadito la netta opposizione alla permanenza del termovalorizzatore. E così si è andati alla conta, o, meglio, alle conte: sette, appunto. Con il consiglio ormai al limite del numero legale e con atti – ne sono ‘passati cinque – che sono stati approvati con i soli voti (sette in qualche caso) della maggioranza e un numero doppio di astenuti. Bocciati, invece, quelli di Terni oltre e della Fds.

Il comitato Aveva minacciato l’ennesimo sit-in di protesta, il comitato No inceneritori, ma alcuni suoi rappresentanti si sono invece limitati a ritrovarsi sotto palazzo Spada, per poi entrare nella sala ed assistere ai lavori del consiglio – e in qualche passaggio si sono fatti sentire – per salutare con un applauso ironico il voto che bocciava l’atto di indirizzo più radicale.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.