Leo Di Girolamo e Paolo Crescimbeni

Con il ballottaggio che si avvicina, cresce anche il tono della polemica fra le forze in campo a Terni. A scuotere la giornata, iniziata con un vivace botta e risposta fra Raffaele Nevi (Forza Italia) e Gianluca Rossi (Pd) circa la presunta presenza del nome di Paolo Crescimbeni fra gli affiliati alla massoneria, ci ha pensato lo stesso Crescimbeni con un comunicato a cui hanno replicato lo stesso Rossi, il segretario del Pd ternano, Andrea Delli Guanti, la segreteria provinciale del Pd e il candidato del centrosinistra Leopoldo Di Girolamo.

Le domande Dopo le prime stilettate, Crescimbeni è partito in quarta: «Poiché io alla domanda ho, a suo tempo, esaurientemente risposto e solo gli ignoranti (nel senso che ignorano) non lo sanno, ora le domande al senatore Rossi le faccio io: le sembra ragionevole sostenere un Di Girolamo che, al primo mandato, pubblicamente ha detto di non essere in grado di fare il sindaco di Terni? Le è consentito prima ridicolizzare Matteo Renzi, come lei ha fatto, definendolo un ‘Fonzie’ ed oggi, per garantirsi la poltrona al Senato, nascondersi a testa bassa nella scia del ‘rottamatore’ del Pd? La signora Sonia Berrettini, sua moglie, assessore alla cultura con Raffaelli, prima come assessore gestisce le gare Caos, vinte dai suoi amici, lascia l’incarico assessorile e diviene consulente della stessa Caos. Come definiamo questo? Quanto alla multisala di Via Bramante, socia Sonia Berrettini & consorti di altri dirigenti comunali, possiamo fare chiarezza sulla destinazione urbanistica dell’area, sul prezzo pagato, sulla realizzazione antistante di una rotonda ed altro? Come mai senatore il suo Di Girolamo, malgrado vari atti di indirizzo del consiglio, ha sempre salvaguardato al meglio gli interessi di Caos, condotto dalla sua signora, tagliando invece in modo inverecondo sui servizi sociali ed altre iniziative culturali?».

Aria di querele Drastica la replica di Gianluca Rossi: «Le domande che l’avvocato Paolo Crescimbeni mi pone non resteranno senza risposta: ne discuteremo approfonditamente in tribunale, in ragione della querela che presenterò. Perché alla cittadinanza , ribadisco, serve chiarezza da parte delle figure pubbliche. Io continuo a non avere nulla da nascondere».

Pd all’attacco A dar manforte al senatore Dem è arrivato anche il segretario del Pd di Terni, Andrea Delli Guanti: «Siamo abituati al confronto politico, anche aspro. Quanto scritto da Paolo Crescimbeni, però, va al di là della politica e del buongusto. Esprimiamo sdegno per questo modo di fare politica che dimostra tutta la rudezza, la spregiudicatezza e l’inconsistenza di un candidato che non ha un programma e che preferisce buttare veleno sugli altri, quando invece farebbe meglio a guardare in casa propria».

Di Girolamo Dura la replica di Leopoldo Di Girolamo alla nota di Crescimbeni: «Pensavamo a una campagna elettorale incentrata sul confronto di idee e programmi – spiega il candidato del centrosinistra – invece ci troviamo di fronte a una bieca escalation in cui le ondate di fango sostituiscono le proposte. Tutto ciò, conoscendo le radici fasciste del nostro avversario, non ci stupisce. Noi però non siamo disponibili a scendere su questo piano e preferiamo lasciare il candidato della destra da solo con i suoi sproloqui. Intendiamo pertanto annullare tutti i confronti e gli incontri pubblici previsti, inutili in un contesto in cui le offese prendono il posto dei contenuti. Durante tutta la campagna elettorale, non abbiamo avuto la fortuna di ascoltare una sola proposta da Paolo Crescimbeni. Solo parole vuote e, di recente, prese di posizione che evidenziano disinformazione e arroganza».

Nel merito Di Girolamo entra poi nel merito delle questioni sollevate: «Rispetto a quanto riportato da Crescimbeni – aggiunge – ci tengo a chiarire due aspetti. Il sottoscritto non ha mai dichiarato di ‘non essere in grado di fare il sindaco di Terni’. Le affermazioni del candidato della destra sono palesemente false. Tanto che, dopo un quinquennio difficile in cui siamo riusciti a garantire la tenuta della città, ho deciso di ricandidarmi, ottenendo al primo turno 27 punti in più rispetto a Crescimbeni».

Questione Caos «Per quanto riguarda la gestione del Caos – spiega Leopoldo Di Girolamo – il candidato della destra, da avvocato, dovrebbe sapere che c’è stata una gara di appalto vinta e un contratto in essere, sul quale il comune di Terni ha agito con riduzioni maggiori rispetto a quelle previste dalle recenti leggi nazionali. Nell’aprile del 2014 abbiamo ritenuto opportuno lasciare alla futura amministrazione la scelta di indire una nuova gara, anche se ciò sarebbe rientrato nei poteri dell’amministrazione da me guidata. La nostra è stata una scelta corretta e trasparente. L’esatto opposto di quanto compiuto dall’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, politicamente affine a Paolo Crescimbeni, che quindici giorni prima del voto ha proceduto alla nomina del nuovo cda di Acea».

Il Pd provinciale Leopoldo Di Girolamo, dice la segreteria provinciale del Pd, «è garanzia di serietà, affidabilità, esperienza e siamo tutti pronti, come la stragrande maggioranza dei cittadini al primo turno, a dare il nostro supporto non solo per una netta vittoria ma per aprire una stagione di governo a ‘trazione anteriore’ . Il buon governo che diventa governo del futuro, con una coalizione compatta che saprà dimostrare quella forza innovativa che il partito democratico sta esprimendo a livello nazionale».

Il sostegno Nel Paese, dice la segreteria del Pd, «c’è bisogno di sciogliere il lacci della burocrazia per cittadini ed imprese attraverso l’ammodernamento delle macchine comunali, di tornare a respirare ambiente coniugando salute e crescita economica, di affrontare una questione etica diffusa. Di Girolamo ha in questo senso gettato le basi per cambiare il passo a Terni e noi intendiamo accompagnarlo: sburocratizzazione della macchina comunale, strategia rifiuti zero e nuovi monitor per le rilevazioni in tempo reale della qualità dell’aria e tanta onestà, e trasparenza: dapprima le dimissioni dal ruolo di parlamentare per dedicarsi completamente alla città, poi la rinuncia generosa dello stipendio da Sindaco e quell’impegno vero tra le persone che lo fanno trovare a proprio agio sia nei panni di medico di famiglia che nei cortei degli operai».

Nuova replica Secondo Paolo Crescimbeni, «l’annunciata e gravissima decisione del candidato-sindaco Di Girolamo di annullare i faccia a faccia e i confronti pubblici già programmati è nient’altro che una fuga: un modo per sottrarsi ad argomenti per lui troppo imbarazzanti e a domande troppo scomode, tipo quelle già indirizzate al senatore Rossi e alle quali tutto lo stato maggiore del Pd si è guardato bene dal fornire una risposta. A conferma che abbiamo colto nel segno, Di Girolamo & C. si guardano bene dall’entrare nel merito. E questa sinistra becera e affaristica che imperversa nella conca si trincera dietro al peggior repertorio dei luoghi comuni: sciorinando pseudo-argomenti vecchi come il cucco, che con la ‘rotonda Berrettini’ (come tutti i ternani chiamano lo svincolo di fronte alla multisala di vocabolo Fiori) non hanno niente a che vedere».

Cecconi Nella polemica si inserisce anche il neo consigliere comunale Marco Cecconi (F.d’I.):  «Anziché sentirgli tirare in causa nientemeno che Alemanno – che con Terni c’entra proprio un emerito nulla – da Di Girolamo sindaco uscente abbiamo legittimo motivo di pretendere risposte di dettaglio sulle questioni – ternanissime – di appalti, varianti e incarichi che sono state sollevate. Anziché vederlo giocare al gioco dei quattro cantoni (destra, sinistra e via così…) – continua Cecconi – dal sindaco uscente abbiamo legittimo motivo di pretendere che si esponga a quel confronto democratico al quale invece ha deciso di sottrarsi, dopo la buccia di banana sulla quale è scivolato il senatore Rossi».

Il sindaco Leopoldo Di Girolamo torna ancora sull’argomento: «Con il passare dei giorni, abbiamo sempre più l’impressione che al candidato della destra siano saltati i nervi. Evidentemente l’essere politicamente isolati – o, peggio, male accompagnati – gioca brutti scherzi. Soprattutto quando si ambiva a stringere accordi – improbabili – praticamente con qualsiasi soggetto esistente, mettendo nel ripostiglio (per usare un eufemismo) idee, programmi e coerenza. Ci domandiamo come possa essere ‘il sindaco di tutti’ un candidato che cerca di farsi largo a colpi di insulti, autoritarismi e atteggiamenti intolleranti, tipici della sua storia politica. Noi pensiamo che il confronto debba rimanere nei limiti del rispetto, senza scivolare mai nel personale con espressioni becere, come quelle che Crescimbeni ha rivolto ad altre forze politiche e civiche che, alla luce del ballottaggio, hanno espresso una posizione coerente rispetto a quanto affermato in campagna elettorale».

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