Nuova puntata sul caso consulte territoriali. Dopo che il consiglio comunale nell’ultima seduta non ha fatto passare il nuovo regolamento, non senza polemiche, a prendere posizione adesso sono i segretari dei circoli Pd e la segreteria comunale, che in un documento annunciano la presentazione di una nuova proposta per «andare avanti sulla strada della partecipazione territoriale». Non risparmiando critiche a chi, all’interno del Pd, ha votato contro il regolamento.

Il documento «Quando si discute della partecipazione e della inclusione dei cittadini – si legge nel documento Dem – tanti sono bravi a parole, ma non tutti a fatti. La mancata approvazione del regolamento ne è una prova inconfutabile. Un atto, è doveroso ricordare, che nacque fin dal 2013 nei circoli del Pd insieme ai segretari, agli iscritti, con il coinvolgimento di associazioni. Un atto quindi che nasce dalla base, dalle periferie, dai quartieri che tanto necessitano di rappresentanza e ascolto. Il regolamento sorto da questo percorso, è stato integralmente inserito nel programma politico con il quale il Pd, insieme al sindaco, hanno vinto le elezioni del 2014».

Il caso del regolamento «Un regolamento – prosegue la nota – che invece da due anni è rimasto fermo in consiglio comunale. Negli ultimi mesi, i segretari di circolo del Pd hanno sottoscritto due documenti attraverso i quali hanno sollecitato l’attuazione del progetto. Le minoranze, nonostante i diversi tentativi di dialogo della segreteria del Pd, hanno deciso di convergere in un deciso diniego, compreso il Movimento 5 stelle, che continua strumentalmente a sviluppare una becera politica di denuncia, ma non ha voluto promuovere l’istituzione di strumenti che consentissero ai cittadini di passare dalle proteste alle proposte ed alla co-gestione. Nel frattempo, tuttavia, sono sorti comitati e gruppi di cittadini che autonomamente intendono organizzarsi per far sentire la loro presenza e le loro istanze.  Il Pd intendeva ed intende dare voce a queste istanze, anche attraverso le Consulte Territoriali. Uno strumento aperto, inclusivo, a costo zero.

Le primarie Il documento poi si concentra sulle modalità di elezione dei rappresentanti. «Quanto alla nomina indiretta dei consiglieri, imposta dai vincoli di legge sui bilanci, per noi unico punto debole della proposta, i segretari di circolo avevano ipotizzato lo svolgimento di primarie aperte a tutti i nostri elettori, per individuare quantomeno i rappresentanti del Pd, lasciando alle altre forze politiche piena autonomia nella scelta del loro modello di selezione. Evidentemente, però, una parte minoritaria dei nostri rappresentanti non ha convenuto su questo. Infatti, pur avendo aderito al programma del sindaco firmando l’atto alcuni consiglieri del Pd si sono resi indisponibili, al pari della minoranza, a votare il regolamento contro quindi lo stesso programma del sindaco, contro il partito che li rappresenta, contro la proposta nata dai circoli nei quali sono iscritti. Non rispettando gli impegni presi con gli elettori. Atteggiamento che stigmatizziamo ritenendolo incoerente, pretestuoso, speriamo non in linea con logiche che vanno oltre la politica. Inoltre ci chiediamo, alla luce di quanto accaduto, cosa ne pensi il vice sindaco Malafoglia, assessore con delega alla partecipazione, la quale non ha proferito parola in questi lunghi mesi. Avremmo auspicato da parte di un ex presidente di circoscrizione, quale lei è, un atteggiamento chiaro sul punto.

La nuova proposta A questo punto l’idea dei segretari di circolo è comunque quella di andare avanti. «Non abbiamo mai ritenuto che la proposta di regolamento che avevamo presentato fosse immodificabile, poiché tutto è perfettibile, ma ci saremmo aspettati proposte alternative concrete. Crediamo quindi giusto e doveroso andare avanti, costruendo nel breve periodo un nuovo percorso di partecipazione nei nostri circoli, nuovamente aperto a cittadini ed associazioni. In quelle sedi dovranno essere espresse le ragioni che hanno prodotto tale frattura politica e, al contempo, si dovrà elaborare una nuova proposta da portare all’attenzione del sindaco e del consiglio».

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