Michele Ricciardi, a sinistra

Una cosa è certa, per Scelta Civica quella ternana non è una situazione per la quale ‘stare sereni’. E l’avvicinarsi del momento in cui rendere palesi le scelta di campo, in vista delle elezioni amministrative, non aiuta.

«Nessuna spaccatura» Dopo l’annuncio di un’assemblea ‘autoconvocata’, da parte di un gruppo di iscritti, arriva, infatti, la secca nota di Michele Ricciardi, vice segretario regionale del partito, e facente funzioni di segretario, dopo le dimissioni di Elia Giovanni Orsini: «Non esiste alcuna spaccatura di Scelta Civica di Terni, ispirata da Massimo D’Antonio, il quale avrebbe pure convocato un assemblea degli iscritti».

Le precisazioni Ricciardi, in replica alle cose affermate da D’Antonio, precisa che «la segreteria regionale non è stata nominata dal partito nazionale, ma dai soci dell’associazione regionale che hanno costituito il partito qui in Umbria. Analogamente, la segreteria provinciale di Terni è stata costituita dai soci che hanno fondato il partito nella provincia di Terni. Pertanto sia la segreteria regionale che quella provinciale sono perfettamente legittimate, e le dimissioni di uno o più dei loro membri non potrebbero delegittimarle».

Tutto funziona La segreteria regionale, dice il facente funzioni, «è perfettamente funzionate e sabato si riunirà per decidere, tra l’altro, quali politiche seguire e quali alleanze stringere per le prossime elezioni amministrative. L’unico organo territoriale di Scelta Civica nella provincia di Terni è la segreteria provinciale composta da Chiara Grisci, segretaria; Cesare Cesarini, vice segretario; Gabriele Marinozzi, Massimo D’Antonio e Paolo Gamboggi, quest’ultimo dimissionario. Non esiste alcun altro organo territoriale nella provincia di Terni e non è mai stato costituito un comitato cittadino per la città di Terni».

Le alleanze Michele Ricciardi, poi, mette in chiaro un altro aspetto importante: «Le decisioni politiche per quanto riguarda le alleanze e le linee programmatiche, per tutti i comuni della provincia di Terni, spettano alla segreteria provinciale, che le prende nell’ambito delle linee politiche decise dalla segreteria regionale» Mentre «l’affermazione che Perugia voglia imporre le scelte politiche a Terni è fantasiosa e che il segretario regionale si è dimesso perché ha preso atto che la maggioranza della Segreteria, compresi alcuni membri ternani, non condivideva la sua proposta politica».

La scomunica Massimo D’Antonio, conclude il segretario facente funzioni, «non ha altri incarichi di partito se non quello di membro della segreteria provinciale e non ha alcuna capacità di rappresentanza nel partito. Pertanto gli eventuali accordi che avesse preso impegnano solo lui personalmente e nemmeno in qualità di semplice iscritto di Scelta Civica. Il suo ruolo di eletto nel consiglio provinciale di Terni non gli consente alcuna rappresentanza a nome del partito, se non nelle azioni proprie di consigliere provinciale». Insomma, conclude Ricciardi, «non esiste alcuna spaccatura nel partito a Terni e di certo Massimo D’Antonio non ha il potere di causarla».

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