La sala del consiglio (foto U24)

Botta e risposta dai toni forti quello andato in scena in queste ore sui banchi della politica ternana tra il consigliere di Palazzo Spada Marco Cecconi di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale e l’assessore al Personale Cristhia Falchetti Ballerani. Il capogruppo del partito d’opposizione ha attaccato la responsabile della giunta Di Girolamo dandole accusandola di essere «fascistoide e antidemocratica», con la Ballerani che ha replicato nel merito della questione chiudendo con una battuta: «Spero di evitare la fucilazione, in subordine chiedo di essere mandata al confino, magari a Ventotene».

La questione Tutto nasce da una interrogazione presentata dal consigliere Cecconi in merito ad una polemica innescata nei giorni scorsi tra l’assessore stesso e la Uil, in cui il sindacato ha accusato il responsabile dell’esecutivo di non averla convocata ad un tavolo a cui hanno invece preso parte le altre sigle. Cecconi nell’interrogazione aveva chiesto lumi su tale episodio proprio alla Ballerani, che aveva replicato. Evidentemente non soddisfacendo però lo stesso Cecconi.

La posizione di Cecconi «Anziché entrare nel merito dei problemi – ha scritto Cecconi in una nota – l’assessore al Personale preferisce evidentemente buttarla in politica, oppure portare in consiglio comunale una qualche giustificazione per non aver fatto i compiti. L’interrogazione era finalizzata a fare luce su svariate zone d’ombra che offuscano, a mio parere, le relazioni sindacali, a causa di comportamenti che si consumano a svantaggio in particolare di una sigla, ovvero della Uil che, non a caso, ha reiterato numerose richieste di chiarimenti all’amministrazione, finora rimaste disattese».

Le accuse «Su questi argomenti – prosegue Cecconi – l’assessore aveva risposto in consiglio, deprecando ‘lo stile accusatorio dell’interrogazione’ e sottolineando di ‘non aver mai convocato sigle sindacali, tagliandone fuori altre. Al contrario ho concesso un incontro chiestomi da due sigle sindacali, così come ho sempre fatto, doverosamente, mettendomi a disposizione per ascoltare e parlare con chi me lo chiede. Non ho mai dunque tenuto una condotta discriminatoria nelle relazioni sindacali, tanto meno per scongiurare scioperi’. Il tutto però – prosegue Cecconi – omettendo qualunque data, prova o riscontro. Ed ecco che chi ha osato sollevare la questione (ovvero il sottoscritto) viene accusato nientemeno che di toni antidemocratici».

‘Regime fascista’ «Ecco che la Ballerani – prosegue Cecconi – non trova niente di meglio da fare se non agitare il solito spettro del regime fascista. Ecco che l’assessore invita addirittura la presidenza del consiglio comunale ad esercitare per il futuro un filtro a maglie strettissime e a non ammettere più interrogazioni come quella da me presentata: una cosa, questa sì, piaccia o non piaccia alla Ballerani, davvero antidemocratica e pure un tantino fascistoide».

La replica dell’assessore «Così come ho già avuto modo di dire nel corso dei lavori del consiglio comunale – ha scritto l’assessore in una nota – rilevo che l’interrogazione del consigliere Marco Cecconi, che invito a studiarsi il regolamento non è una interrogazione, ma un interrogatorio che richiama uno stile poliziesco, tipico di regimi molto lontani dallo spirito democratico. Lo si vede dallo stesso titolo usato dalla pseudo interrogazione.  L’interrogazione, infatti, si dovrebbe sostanziare in una domanda che il consigliere rivolge al sindaco e alla giunta. Questa invece è una accusa aprioristica che viene rivolta all’assessore al Personale in perfetto stile accusatorio, basandosi sul presupposto che l’assessore abbia commesso dei reati. Ho chiesto comunque formalmente al presidente del consiglio comunale (Giuseppe Mascio, ndr) di filtrare meglio le cosiddette interrogazioni, in quanto il rispetto che io ho manifestato all’assemblea cittadina vorrei fosse riservato anche a me e alla giunta. Tornando all’interrogatorio: non ho mai convocato sigle sindacali tagliandone fuori altre, al contrario ho semplicemente concesso un incontro chiesto da alcune sigle così come ho sempre fatto e continuerò a fare nel mio mandato. Non ho mai tenuto condotte discriminatorie, tantomeno volte ad scongiurare scioperi».

A Ventotene «L’avvio delle progressioni orizzontali – continua l’assessore – è stato comunicato da me nel lontano 11 settembre 2015 non appena intervenuta la legge che lo ha permesso. Non ho avuto mai richieste di chiarimenti da sigle sindacali  che ora si dicono discriminate o meglio non ho mai avuto richieste dalla sigla sindacale Uil. Spero che con questa mia risposta abbia evitato la fucilazione, in subordine chiedo di essere mandata al confino, magari a Ventotene».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.