Lampioni intelligenti

Il capogruppo di Fratelli d’italia–Alleanza nazionale, Marco Celestino Cecconi, accende i riflettori su Asm e interroga l’assessore alle partecipate.

No solo Asm «Nell’ambito della razionalizzazione  e dell’ammodernamento delle società partecipate del Comune di Terni, il consiglio – ha detto Cecconi in aula – ha sempre considerato la gestione dell’illuminazione pubblica propria della mission di Asm ma guarda caso a distanza di un mese dall’offerta della multiservizi a Palazzo Spada ne è arrivata un’altra da parte di un’associazione temporanea di imprese, due, una delle quali composta da personaggi di spicco di vecchie amministrazioni e altri molto vicini al Pd e la giunta si è subito resa disponibile a valutare avviando una competizione, senza passare per un’attività preventiva di evidenza pubblica. Della multiutility di via Capponi si dice insomma sia una risorsa per il Comune, poi però la si mette nelle condizioni di smantellarla perché depredata di servizi pubblici essenziali edificati dalla stessa azienda».

Palazzo Spada «Se la giunta comunale ha deliberato di valutare l’offerta di un privato per la gestione di un servizio pubblico, è per vincolo di legge – ha risposto Piacenti D’Ubaldi -, il gruppo di lavoro costituito dall’amministrazione è limitato a verificare l’ammissibilità tecnico-economica del progetto e prevede sei dipendenti comunali e una consulenza esterna, non ancora formalizzata, al costo di 2 mila euro. Nessuna competizione è stata di fatto avviata. Rispetto alla composizione delle compagini societarie basta recarsi in Camera di commercio». «Abbiamo già controllato e appurato la vicinanza dell’Enerstreet agli ambienti del Partito democratico. Questa insieme alla Siram ha presentato una proposta per l’illuminazione pubblica esattamente un mese dopo quella di Asm, non può essere casuale – tuona Cecconi – sia rivista la delibera».

Debiti-crediti Sempre parlando di Asm, Cecconi ha interrogato Piacenti D’Ubaldi sulla situazione debitoria del Comune nei confronti della partecipata: «È stato notificato al Comune a fine giugno per un debito di 5 milioni e 518mila euro, quando già il Comune stesso aveva saldato una parte importante. Il 19 agosto scorso poi il Comune ha provveduto al versamento nelle casse di Asm di altri 3 milioni e 221mila euro e la parte restante è stata compensata con crediti che il Comune vantava nei confronti di Asm». E Cecconi: «Attendiamo la soluzione delle altre situazioni debitorie come quelle nei confronti di Usi e Atc».

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