Il parco della Passeggiata

di M.T.

La bufera, sulla festa del Pd alla Passeggiata e sulla Soprintendenza ai beni architettonici, non si placa. Anzi. La minaccia, adesso è di alzare il tiro e chiedere un’ispezione ministeriale proprio sulla Soprintendenza.

I danni Il Movimento 5 Stelle usa la mano pesante: «Statue, palazzi storici, alberi secolari, tutto deve piegarsi alla ‘volontà di potenza’ – accusa – di questi figuranti che mal governano la città. Ecco i risultati dello scorso anno: una scultura del ‘700 decapitata; una lapide marmorea, con un’iscrizione relativa al pulpito della cattedrale di Terni, intarsiata in prezioso marmo verde, polverizzata in centinaia di frammenti totalmente irrecuperabili; i muri del chiostro, sfregiati dalle scritte più invereconde, così come le pareti esterne del duomo, altro bene ovviamente vincolato, ma più volte offeso proprio durante il periodo di svolgimento della festa».

Il verde Secondo il M5S con la festa del Pd «si viola anche l’ultimo polmone verde rimasto (dopo aver dato via l’altro, quello di Cardeto), in una festa che sacrifica la libertà di fruizione al parco, nonostante le aree previste per questo tipo di manifestazioni siano altre, a iniziare da vocabolo Staino e viale Trento. 

La denuncia Alla luce di quelle che vengono definite «sistematiche lesioni del diritto e ai fini di un’autentica conservazione dei beni culturali dello stato anche a Terni, beni peraltro vincolati e su cui nessuna organizzazione e, tanto meno, partiti politici dovrebbero disporre alcunché, il Movimento 5 Stelle chiede al ministero per i beni culturali l’invio urgente di ispettori in situ e presso la soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici dell’Umbria, onde accertare la regolarità della procedura adottata al riguardo, considerando che appare totalmente compromesso l’interesse collettivo all’autentica valorizzazione culturale del parco, così come dimostrano i gravissimi danni più volte pubblicamente denunciati nel corso di questi anni, nell’assenza di una benché minima vigilanza della competente soprintendenza».

Melasecche L’affondo dei ‘grillini’ arriva, a stretto giro, dopo quello dell’Udc che, con Enrico Melasecche, aveva sferrato l’ennesimo attacco: «Il fatto che la soprintendente ai beni architettonici dell’Umbria sovrintenda sulla ‘conca’ nel modo più assurdamente burocratico che si possa immaginare – dice – ci fa sorridere da un lato, ci indigna dall’altro».

Il casus belli L’autorizzazione allo svolgimento della festa, firmata dalla soprintendente Anna Di Bene, secondo l’esponente dell’Udc «non tiene minimamente conto della unicità di quel complesso monumentale e del fatto che costituisce l’orto botanico di Terni, oltre che un museo archeologico all’aperto». La sue sarebbe «un’interpretazione, così povera del ruolo di tutela dei beni culturali, per la quale la soprintendente è assunta e retribuita, che offende l’umana intelligenza e impone una riflessione definitiva sulla stessa riforma degli organi periferici del ministero».

Altre feste Un soprintendente, insiste l’esponente dell’Udc, «non dovrebbe verificare l’esistenza e la veridicità di uno straccio di progetto di riqualificazione, reso obbligatorio dal Prg, accertando gli interventi fatti per salvaguardare un bene che lei, per dovere d’ufficio, forse anche per convinzione personale, deve solo tutelare?». Ma Melasecche, poi, lancia l’allarme: «Si dice che anche Rifondazione comunista abbia fatto richiesta di organizzarci anche il proprio festival. Cosa dirà la Soprintendente a tutte le richieste successive alla prima? Potrà negarle? Lo si dica chiaramente: si tolga allora il vincolo di tutela e lasciamo tutto in balia dei furbi, dei procacciatori di fondi alla politica, come qualsiasi altro spiazzo da adibire a Luna Park».

Il Pd querela L‘avvocato Mattia Gubbiotti, a cui il Pd ha affidato il mandato, dovrà spulciare giornali, cartacei e on line, social network e blog, alla ricerca di tutto quello che sulla faccenda si è scritto: chi avrà esagerato dovrà risponderne in tribunale. La decisione del Pd è drastica: il segretario comunale, Andrea Delli Guanti, parla di «illazioni», di «affermazioni a carattere diffamatorio» e di «dibattito a tratti infamante», di cui si dovrà parlare «nelle sedi opportune»

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