di Ivano Porfiri
Smentisce di essersi dimesso, come ha iniziato a circolare in mattinata, il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, ma i nervi sono a dir poco tesi in seno alla maggioranza di Palazzo Spada. In queste ore è in corso un vertice del centrosinistra. «I nodi non sono sciolti, vedremo come arriveremo in consiglio comunale, tutto può succedere», si limita a dire Di Girolamo.
I ribelli Il tema del contendere sono gli 11 emendamenti al bilancio presentati dai 7 “ribelli” del Pd (Bartolini, Giubilei, Orsini, Pennoni, Tabarrini, Teofrasti e Trivelli) che sanno di sfiducia al sindaco. Molti temi ricarlcano gli emendamenti presentati dai centristi e un’eventuale convergenza dell’opposizione sui rilievi dei “ribelli”, ex margheritini soprattutto, potrebbe far saltare il banco. Ecco perché si era diffusa la voce che il sindaco è pronto a presentarsi dimissionario in consiglio, per evitare lo schiaffo.
Mediazione difficilissima In queste ore è in corso una difficilissima mediazione che, dopo i fallimenti, delle varie componenti comunali e provinciali del partito di maggioranza relativa, vede l’interessamento anche dei vertici regionali e nazionali. Certo ricompattare tutto in così poche ore è davvero difficile.

