«Palazzo Spada e palazzo Donini vorrebbero insabbiare il dissesto dell’azienda Umbria Servizi innovativi facendo credere che la messa in liquidazione sia solo finalizzata a una razionalizzazione». Questa la grave accusa mossa alle principali istituzioni dei due enti dal Movimento 5 stelle, quando al voto cruciale del consiglio comunale mancano solo poche ore. Dal gruppo avvertono: «Nei prossimi giorni invieremo tutta la documentazione relativa al bilancio 2014, gli atti relativi all’iter di giunta, commissione e consiglio alla proposta di delibera del 23 settembre 2015, alle autorità di controllo preposte, ovvero l’autorità nazionale anticorruzione e la Corte dei conti».
Movimento 5 stelle Le prime tensioni si erano registrate già lunedì, quando ad alzare i toni ci aveva pensato il consigliere di I love Terni Enrico Melasecche. Nella mattinata di martedì, il giorno stesso del consiglio, fanno sapere i pentastellati: «È stata fornita solo stamattina in commissione, a tutte le opposizioni, la documentazione contabile relativa al 2014. Nulla è stato fornito invece relativamente alla situazione del 2015». A propoito di bilancio Usi 2014, il M5s rende allora note le cifre: «2.335.000 euro – scrivono -, questo il buco che unito a quello 2013 porta sottozero il patrimonio di Umbria Servizi Innovativi con obbligo di messa in liquidazione, salvo che non si arrivi al fallimento».
Regione e Comune Ai numeri forniti, gli esponenti del Movimento fanno seguire le accuse agli enti. «La colpevole inazione degli amministratori – scrivono – potrebbe aver aggravato la situazione durante i primi 9 mesi dell’anno. Catiuscia Marini e Leopoldo Di Girolamo erano a conoscenza della documentazione relativa al bilancio 2014 di Usi sin dal 14 luglio 2015, con la nota correlata da tutti gli allegati inviata dal Presidente Franco Fogliano. Secondo l’art.2447 del Codice Civile gli amministratori avevano l’obbligo di indire l’assemblea, ‘senza indugio’, mentre hanno nascosto la situazione emersa dagli atti, sostenendo invece una liquidazione motivata da una improbabile necessità di razionalizzazione».
Assessore alle partecipate Nel mirino dei grillini anche Vittorio Piacenti D’Ubaldi: «Ha cercato ad oltranza di trovare giustificazioni per impedire che i consiglieri comunali venissero a conoscenza di questa voragine patrimoniale e finanziaria. Nei giorni scorsi – raccontano – si è barcamenato sostenendo improbabili giustificazioni, invitando i consiglieri a ‘stare tranquilli’. Essendo poi costretto ad ammettere l’esistenza di una bozza di bilancio 2014, ha continuato a negare che i consiglieri avessero diritto d’accesso agli stessi in quanto documenti ‘non definitivi’. L’Assessore – ammoniscono – ha avuto la presunzione di voler far passare la conclamazione di un progetto fallimentare per il trionfo di pratiche virtuose. La maggioranza non deve in ogni caso permettersi di usare i lavoratori dell’Usi per impedire che si faccia chiarezza, usandoli come ostaggi».
