di M. To.
Il primo commento ‘a freddo’ di Leopoldo Di Girolamo – la prima uscita ‘uscita’ ufficiale è prevista nel pomeriggio di lunedì, per la festa dei carabinieri – dopo la vittoria al ballottaggio che gli ha permesso di confermarsi come sindaco di Terni, è affidato ad una nota.
I ringraziamenti Il sindaco esordisce con un «ringrazio di cuore tutti gli elettori che mi hanno scelto e sostenuto, le forze politiche della coalizione, i volontari e tutti coloro che hanno dato il proprio contributo per il raggiungimento di questo risultato. Molti di loro li ho incontrati domenica sera in piazza e il loro entusiasmo sarà fondamentale per affrontare con entusiasmo i cinque anni che ci attendono, per dare forma alla forte richiesta di rinnovamento che viene dal centro sinistra e non solo».
L’analisi Di Girolamo si dice «ovviamente soddisfatto del risultato e lo sono ancora di più perché è emerso in un quadro nazionale che, soprattutto per i sindaci che puntavano a una riconferma, si è dimostrato particolarmente complicato. Lo dimostrano anche i casi di Perugia e Pavia dove due bravi sindaci, uno del centro sinistra e l’altro del centro destra, hanno pagato la complessità di questa fase che ha penalizzato chi aveva già assunto responsabilità di governo, rispetto a chi non aveva mai ricoperto incarichi. Il risultati in ogni casi ci carica di ulteriori responsabilità, visto che ad oggi Terni è la più grande città dell’Umbria governata dal centro sinistra».
L’astensionismo Il dato relativo alla bassa partecipazione al voto, secondo il sindaco di Terni, «dà l’idea della distanza che si è venuta a creare fra istituzioni e politica. Le notizie che ogni giorno troviamo sui giornali, con casi di ripetuto malaffare, non fanno altro che peggiorare questo clima. Il problema, comunque, riguarda tutti e non solo chi si trova ora a governare. La strada per recuperare questo gap è fatta di trasparenza e di rigore nella gestione delle risorse pubbliche. Solo così si può ricostruire il rapporto con i cittadini».
Il futuro La promessa di Di Girolamo è che «saremo attenti a tutte le proposte che verranno dalle opposizioni. Il nostro sarà un atteggiamento costruttivo, per individuare le migliori azioni nel pieno interesse di Terni e dei cittadini. Dal punto di vista numerico, la nostra maggioranza è autosufficiente ma questo non vuol dire che non ci sarà spazio per il dialogo, anzi. La città ha bisogno di tutte le migliori risorse disponibili».
Il toto-giunta Ad impazzare, adesso, è ovviamente il toto-giunta. Potrebbero essere anche otto, ma è molto più probabile che saranno nove, gli assessori che comporranno la nuova squadra di Leopoldo Di Girolamo. Che, poi, potrebbe essere ‘nuova’ solo in parte, visto che sarebbe difficile, per il sindaco, non riaffidare deleghe a tre assessori – Stefano Bucari, Sandro Piermatti e Renato Bartolini – che hanno fatto il pieno di voti il 25 maggio.
Le donne Ed ecco, quindi, che i posti a disposizione si riducono a sei e – senza tener conto delle esigenze, forti, della coalizione – considerando che almeno quattro dovranno essere occupati da donne, la faccenda rischia di farsi davvero complicata. Perché a conquistare un posto in consiglio comunale sono state solo cinque, ma solo due per la maggioranza (Valeria Masiello per il Pd e Francesca Malafoglia per Sel), mentre le altre tre sono del Movimento 5 Stelle: Agelica Trenta, Valentina Pococacio e Patrizia Braghiroli.
Le ‘promozioni’ Vero è che la composizione effettiva del nuovo consiglio comunale potrebbe subire una discreta modifica – Bucari, Piermatti e Bartolini, ri-fatti assessori permetterebbero l’ingresso di Gianfranco Teofrasti, Alessandra Pantella e Stefania Cherubini – e che proprio sulle ultime due, insieme alla giovane Valeria Masiello, si concentrerebbe l’attenzione in queste ore. Senza escludere, però, la possibile conferma, anche se il risultato elettorale non l’ha premiata, una possibile conferma per Daniela Tedeschi.
La coalizione Se ‘promuovere’ ad assessore Francesca Malafoglia permetterebbe a Di Girolamo di fare ‘scopa’ coprendo sia una casella ‘rosa’ che quella relativa a Sel, difficile pensare che la lista ‘Progetto Terni’ resti ai box e, quindi, un assessorato a Giuseppe Mascio ci sta tutto. Come pure uno dovrebbe andare a ‘Cittaperta-Terni dinamica’: con Faliero Chiappini che viene dato in vantaggio su Saverio Lamanna.
Le ‘anime’ del Pd Resta però da capire se e come – probabilmente sì e tanto – in questo gioco di incastri conterà la necessità di soddisfare le ‘esigenze’ delle varie anime che compongono il Pd ternano e che sono emerse con chiarezza nei mesi nel corso dei quali si è sviluppato il dibattito pre-congressuale. Se questa necessità sarà particolarmente accentuata, tutto torna in discussione, anche se Di Girolamo avrebbe confessato ai più stretti collaboratori di essere fiducioso di poter chiudere la partita della giunta entro la fine della prossima settimana.
Crescimbeni Finalmente arriva anche un segno anche da Paolo Crescimbeni, lo sfidante sconfitto, che affida un messaggio a Facebook, nel quale ringrazia «collettivamente, le decine e centinaia di persone che si sono attivate positivamente per la battaglia appena conclusa. Stavamo vincendo, in 15 giorni Di Girolamo ha perso 7000 voti e noi ne abbiamo acquisiti 2000. Ci voleva solo un po’ più di tempo o, realisticamente, aver iniziato prima ed era fatta. Un sindaco che è votato dal 22, 5% del corpo elettorale rappresenta solo se stesso e i suoi compagni di merende. E che merende!! Cmq ringrazio di cuore vecchi o nuovi amici, ho conosciuto tante persone fantastiche, giovani e meno giovani, che mi dispiacerebbe molto perdere di vista, energie positive e voglia di fare che non posso lasciare andare disperse. Penso che ci ritroveremo tutti presto. Ora mi debbo riappropriare un po’ della mia vita. Un abbraccio a tutti».
