L'aula del consiglio regionale (foto F.Troccoli)

di M. To.

Hanno deciso a maggioranza: 15 sono stati i ‘sì’, 2 i ‘no’, e altrettante le astensioni. Per il consiglio regionale dell’Umbria, comunque, il riconoscimento o dello stato di ‘area di crisi industriale complessa’, per Terni e Narni, non è una questione urgente. Tanto che è tato deciso di rinviare il dibattito. A data da destinarsi.

Il rinvio La mozione ‘Rilancio, riqualificazione ed innovazione del sistema produttivo e manifatturiero del territorio di Terni e
Narni, attivazione, da parte della giunta regionale, delle procedure per il riconoscimento, da parte del governo nazionale, dello stato di crisi industriale complessa’ – firmata dai consiglieri Damiano Stufara (Prc), Manlio Mariotti e Fausto Galanello (Pd), Oliviero Dottorini (Idv) e Massimo Buconi (Psi) – verrà discussa, è stato stabilito, «nel primo consiglio regionale utile dopo la pausa estiva, in una data da individuare nell’ambito della prossima conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari».

I voti La proposta di rinvio è arrivata da uno degli stessi firmatari, Massimo Buconi e ad opporsi sono stati Brutti (Idv) e Stufara (Prc), mentre il presidente Brega (Pd)  e Goracci (Cu), si sono astenuti.

Buconi Per una materia così complessa, ha spiegato Massimo Buconi, «sono necessari numeri unanimi in aula. Il susseguirsi delle vicende, oggettivamente difficili, non ha consentito il maturare di una convergenza unanime del consiglio sulla mozione proposta. L’obiettivo di questo atto potrà essere raggiunto solo con una espressione unanime di questo consiglio, una eventualità che al momento non sembra possibile».

Stufara Duro il commento di Damiano Stufara: «Non sono convinto che si possa continuare ad avere un atteggiamento dilatorio e non responsabile verso una discussione che alberga in questo consiglio da sei mesi, dato che è dal febbraio di quest’anno che richiesta di area di crisi complessa. Abbiamo varie volte rinviato, ora è il momento di prendere una posizione e spiegare come la si pensa. Ci sono posizioni diversificate, anche attraverso gli schieramenti. Ed anche in maggioranza, nonostante l’atto riporti le firme dei capigruppo. Dobbiamo verificare se la coalizione di maggioranza di questo consiglio regionale, che ha firmato la mozione, è ancora tale. Le forze sociali di Terni, così come l’amministrazione comunale, ci hanno chiesto di prendere posizione per la richiesta di stato di crisi complessa. Non possiamo certo aspettarci che vengano le multinazionali a chiedercelo».

De Sio Il rinvio della mozione, secondo Alfredo de Sio (FdI), «è dovuto d un momento straordinario in cui occorre un supplemento di approfondimento rispetto agli scenari complessivi. È anche un rinvio necessario a fronte di una posizione non ancora espressa del governo regionale e di quello nazionale, visto che la presidente della giunta e l’assessore allo sviluppo economico sono assenti. Sarebbe stato necessario chiarire qual è il ruolo che la Regione intende esercitare, ma l’assenza della presidente non ci consente di capirlo».